Leonardo acquisisce il business Defence di Iveco per 1,6 miliardi e rafforza la difesa terrestre
Un’operazione da 1,6 miliardi che ridisegna gli equilibri industriali tra Italia, Europa e mercato globale della sicurezza
L’acquisizione del business Defence di Iveco da parte di Leonardo rappresenta uno dei passaggi industriali più rilevanti degli ultimi anni nel settore europeo della difesa. Il valore dell’operazione è pari a circa 1,6 miliardi di euro (su un enterprise value di 1,7 miliardi), finanziato interamente con cassa disponibile, e riguarda marchi strategici come IDV (Iveco Defence Vehicles) e Astra.

Ma il dato economico è solo la superficie: la portata reale è industriale, geopolitica e strategica.
Un’operazione industriale: integrazione verticale e salto di scala
Dal punto di vista industriale, Leonardo rafforza in modo decisivo la propria presenza nella difesa terrestre, un segmento in cui finora era meno integrato rispetto all’aerospazio e all’elettronica.
Con l’acquisizione entra in casa un business che nel 2025 ha generato circa 1,37 miliardi di ricavi, con circa 2.000 dipendenti, 6 stabilimenti produttivi e una presenza internazionale consolidata.
Questo significa che Leonardo passa da fornitore di sistemi (sensori, elettronica, armamenti) a player completo (“OEM integrato”), capace di offrire piattaforme militari complete dai veicoli blindati leggeri e pesanti ai mezzi logistici e tattici con soluzioni integrate “chiavi in mano”. È un passaggio chiave in un mercato dove i clienti, in primis gli Stati, chiedono sempre più soluzioni integrate e interoperabili.
La logica geopolitica: difesa, sovranità e “campioni europei”
L’operazione non nasce in un vuoto di mercato, ma dentro una fase di riarmo europeo e tensioni globali crescenti. Secondo analisi internazionali, la vendita è stata favorita anche da una chiara linea politica: mantenere asset strategici in mani europee (e italiane), evitando acquisizioni da parte di gruppi extra-UE.
Il risultato è la creazione di un vero e proprio “campione europeo della difesa terrestre”, con massa critica sufficiente per competere con colossi come Rheinmetall (Germania) o KNDS (Francia-Germania). Non a caso, nella fase iniziale Leonardo aveva valutato un’acquisizione congiunta proprio con Rheinmetall, poi abbandonata per accelerare il closing.
Questa operazione è solo una parte di un riassetto molto più ampio. La cessione del business Defence è infatti condizione chiave per permettere la vendita del resto di Iveco (camion, autobus e motori) al gruppo indiano Tata Motors per circa 3,8 miliardi di euro.
Per Iveco (controllata da Exor, holding della famiglia Agnelli-Elkann), l’operazione ha anche una forte dimensione finanziaria: i proventi della vendita saranno distribuiti come dividendo straordinario agli azionisti. Exor incasserà una quota rilevante (stimata in centinaia di milioni). Dal lato Leonardo, invece, l’investimento punta a generare valore nel medio-lungo periodo, sfruttando la crescita della spesa militare europea.







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