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Altman immagina l’intelligenza artificiale come nuovo servizio pubblico globale

Al Summit sulle infrastrutture USA organizzato da BlackRock, a New York, il CEO di OpenAI Sam Altman ha descritto quando e come l’intelligenza artificiale potrebbe diventare un’infrastruttura essenziale, equiparabile ad acqua ed elettricità.
Nel suo scenario, entro i prossimi anni l’AI sarà acquistata “a consumo” da miliardi di utenti e imprese, senza più essere percepita come tecnologia complessa ma come un servizio pubblico per ogni attività quotidiana.
La visione, motivata dall’obiettivo di rendere l’“intelligenza” abbondante e a basso costo, ha però alimentato un intenso dibattito pubblico, tra entusiasmi per la nuova “utility digitale” e timori etici, sociali e ambientali.

In sintesi:

  • Per Sam Altman l’AI diventerà un servizio pubblico misurato e pagato “a contatore”.
  • Il modello di business si baserà sulla vendita di token come unità di intelligenza.
  • Espansione di enormi data center, con forti interrogativi su energia e impatto ambientale.
  • Sui social la visione è definita “orwelliana”, “cupa” e “antiumana” da molti utenti.

Dal modello a token all’AI come utility globale

Dialogando con Adebayo Ogunlesi, anche lui nel board di OpenAI, Sam Altman ha paragonato l’intelligenza artificiale a una utility: *“Immaginiamo un futuro in cui l’intelligenza sia un servizio pubblico, come l’elettricità o l’acqua, e le persone l’acquistino da noi tramite un contatore”*.
Oggi i fornitori di AI vendono token, le unità con cui i modelli comprendono richieste e generano risposte. Altman prevede che *“la nostra attività finirà per assomigliare alla vendita di token”*, cioè di pura capacità cognitiva computazionale.
Ha parlato di *“fede incrollabile nell’abbondanza dell’intelligenza”* e dell’obiettivo di renderla *“troppo economica per essere misurata”*. Per sostenere questa “rinascita”, OpenAI lavora a complessi di data center da gigawatt, infrastrutture che accresceranno il peso energetico dell’AI su reti elettriche già sotto pressione.

Altman respinge però la narrativa che attribuisce all’AI ogni licenziamento o rincaro energetico, accusando molte imprese di “AI washing”. Pur prevedendo nuovi posti di lavoro, ammette un *“doloroso periodo di adattamento”* nel mercato occupazionale globale.

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Piu, 11-12 novembre 2026

Dibattito pubblico tra distopia, diritti digitali e nuovo potere dei dati

Le parole di Sam Altman hanno polarizzato i social. Alcuni utenti hanno definito la sua visione la frase *“più cupa e antiumana”* mai sentita da un leader tecnologico, giudicandola apertamente *“orwelliana”* e paragonandola a scenari da 1984.
Particolare allarme suscitano frasi come: *“Vogliamo inondare il mondo di intelligenza, vogliamo che le persone la utilizzino semplicemente per tutto”*. Per i critici, trasformare l’“intelligenza” in utility significa, di fatto, *“far pagare le persone per pensare”*.

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Molti contestano anche la filiera dei dati: *“Ci hanno rubato tutti questi dati, il lavoro di una vita, la creatività, l’arte (…) e ora vogliono rivenderceli sotto forma di servizio?”*, denuncia un commento virale su X, evocando il tema dei diritti d’autore e del valore del lavoro cognitivo già riversato online.
Il nodo centrale che emergerà nei prossimi anni è chi controllerà questa nuova “rete dell’intelligenza”: pochi grandi player globali o un ecosistema più aperto, regolato da standard pubblici, norme antitrust e tutela effettiva dei dati e del lavoro creativo.

FAQ

Cosa intende Sam Altman per intelligenza artificiale come servizio pubblico?

Intende un’AI distribuita come elettricità o acqua, accessibile tramite “contatore digitale”, con pagamento a consumo di capacità computazionale e funzionalità intelligenti.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Cosa sono i token venduti dalle aziende di intelligenza artificiale?

Sono unità di testo o dati che i modelli elaborano. Ogni richiesta all’AI consuma token, che costituiscono la base tariffaria del servizio.

Qual è il principale rischio ambientale legato ai data center per l’AI?

Consiste in un forte aumento dei consumi elettrici e della domanda di raffreddamento, con potenziali emissioni maggiori se l’energia non è da fonti rinnovabili.

Come potrebbe l’AI influenzare lavoro e occupazione secondo Altman?

Influenzerebbe creando nuovi ruoli ad alta qualificazione ma attraversando un “periodo doloroso” di transizione, con riconversioni forzate e settori tradizionali sotto pressione.

Quali sono le principali fonti utilizzate per questo articolo sull’intelligenza artificiale?

La Redazione ha rielaborato con verifica e supervisione umana informazioni confrontate tra fonti ufficiali e stampa qualificata.

 

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Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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