Rottamazione quinquies, cambia il calendario: ma solo per alcuni (attenzione alle scadenze!)

La rottamazione quinquies cambia ufficialmente calendario, ma non per tutti. Il rinvio riguarda esclusivamente i contribuenti colpiti dagli eventi meteo eccezionali che hanno interessato alcune aree del Sud a partire dal 18 gennaio 2026. Il riferimento normativo è il decreto Maltempo (DL 25/2026), ormai convertito in legge, che introduce una proroga mirata per chi ha subito danni concreti.
Chi ha diritto alla proroga
Non basta vivere in una delle regioni colpite. La misura si applica solo a chi, alla data del 18 gennaio 2026, aveva residenza o attività in immobili danneggiati situati nei territori per cui è stato dichiarato lo stato di emergenza con la delibera del Consiglio dei Ministri del 26 gennaio 2026.
Serve inoltre un elemento fondamentale: un provvedimento di sgombero per inagibilità, già emesso oppure richiesto entro i termini previsti. I territori coinvolti includono diversi comuni di Calabria, Sardegna e Sicilia.
Le nuove scadenze per chi rientra nel rinvio
Per questa platea, il calendario slitta in avanti di tre mesi. La domanda di adesione non scade più il 30 aprile 2026, ma il 31 luglio 2026. Anche la risposta dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione viene posticipata dal 30 giugno al 30 settembre 2026.
Di conseguenza, anche il pagamento cambia ritmo: la prima (o unica) rata passa dal 31 luglio al 31 ottobre 2026. Non è solo un rinvio tecnico, ma un vero spostamento dell’intero piano.
Chi resta fuori: nessun cambiamento
Per tutti gli altri contribuenti, invece, non cambia nulla. Le scadenze restano quelle originarie: domanda entro il 30 aprile 2026, comunicazione entro il 30 giugno e primo pagamento entro il 31 luglio.
Questo crea di fatto due calendari paralleli. Ed è proprio qui che nasce il rischio maggiore: confondere le date e perdere i benefici della definizione agevolata per un semplice ritardo.
Come cambiano le rate nel tempo
Per chi beneficia della proroga, lo slittamento non si ferma alla prima rata ma si estende anche alle successive. Le scadenze si spostano in blocco di tre mesi lungo tutto il piano.
Nel calendario ordinario, le rate proseguono con scadenze distribuite durante l’anno fino al 2035. Per chi rientra nella proroga, invece, tutte queste date vengono riposizionate mantenendo lo stesso intervallo ma con uno slittamento costante.
Anche la parte finale cambia: le ultime rate, previste nel 2035, vengono anch’esse posticipate, chiudendo il piano qualche mese più tardi rispetto al calendario standard.
Perché è importante verificare subito
La rottamazione quinquies resta una grande opportunità per regolarizzare i debiti affidati alla riscossione con condizioni agevolate. Tuttavia, questa nuova distinzione rende fondamentale controllare con precisione la propria situazione.
Il punto chiave è che la proroga non è automatica per tutti: dipende da requisiti molto specifici legati ai danni subiti e alla documentazione disponibile.
La novità non sostituisce il calendario precedente, ma ne affianca uno nuovo. Chi rientra nei criteri del decreto ha più tempo per aderire e pagare, mentre tutti gli altri devono rispettare le scadenze già fissate.
Capire in quale gruppo si rientra non è un dettaglio, ma la differenza tra mantenere i benefici della rottamazione o perderli.






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