Numeri a tre cifre contro le truffe telefoniche: cosa cambia davvero

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L’AGCOM ha approvato la delibera n. 21/26/CIR: le aziende potranno identificarsi con numeri brevi certificati. Una misura concreta, ma non la soluzione definitiva.

15 mld chiamate commerciali indesiderate/anno in Italia−79% spoofing da mobile estero dopo i filtri 2025~3 mld € valore annuo del mercato telemarketing in Italia

Una novità concreta sta per cambiare il modo in cui gli italiani ricevono chiamate da banche, operatori e pubblica amministrazione. Con la delibera n. 21/26/CIR approvata il 14 aprile dalla Commissione per le Infrastrutture e le Reti, l’AGCOM ha introdotto i numeri brevi a tre cifre come identificativo del chiamante per le aziende e i call center che operano legalmente.

“Gli utenti potranno riconoscere le chiamate degli operatori di settore, imprese e call center che operano legalmente attraverso un numero breve chiamante di tre cifre.”

— AGCOM, comunicato ufficiale, 27 aprile 2026

Il meccanismo tecnico

I numeri brevi a tre cifre, già familiari come numeri di assistenza clienti, ad esempio 187 o 190, potranno ora comparire anche come identificativo in uscita nelle telefonate commerciali. La novità tecnica fondamentale è che questi numeri non possono fisicamente agganciarsi a reti straniere: i gateway internazionali li bloccano automaticamente.

Questo li rende resistenti allo spoofing, la tecnica con cui i truffatori mascherano il numero visualizzato. Una chiamata con un prefisso a tre cifre sarà quindi una garanzia di origine nazionale e di identità verificata.

DA TENERE A MENTE I numeri a tre cifre saranno assegnati solo a soggetti autorizzati e registrati. Ma le chiamate sospette con numeri tradizionali continueranno a esistere: il nuovo sistema non le elimina, le affianca con un segnale di legittimità riconoscibile.

Parte di una strategia più ampia

La delibera non nasce dal nulla. Negli ultimi mesi l’AGCOM ha già introdotto filtri automatici contro le chiamate estere camuffate da numeri italiani: prima per i fissi, poi per i mobili. Il risultato è stato immediato: le telefonate con numerazione mobile italiana provenienti dall’estero sono crollate da oltre 34 milioni al giorno a poco più di 7 milioni.

La nuova misura si inserisce in questo percorso, con un approccio graduale. L’Autorità ha istituito anche un Tavolo tecnico per definire le modalità attuative, con attenzione particolare ai settori dell’energia elettrica e del gas, dove negli ultimi anni si sono moltiplicate le segnalazioni legate a contratti attivati con pratiche scorrette.

Le tappe principali

1Agosto 2025 Blocco delle chiamate con numeri fissi italiani falsificati provenienti dall’estero.
2Novembre 2025 Estensione del blocco ai numeri mobili italiani falsificati. Lo spoofing mobile crolla del 79%.
3Dicembre 2025 AGCOM apre la consultazione pubblica di 45 giorni sui numeri brevi come identificativo in uscita.
414 aprile 2026 Approvazione della delibera n. 21/26/CIR. Prime misure immediatamente operative. Istituito il Tavolo tecnico.
Prossimi mesi Definizione delle modalità attuative per teleselling e telemarketing, con focus su energia e gas.

Cosa questa misura non risolve

I numeri a tre cifre certificano la legittimità di chi chiama, ma non impediscono le chiamate indesiderate da soggetti che usano numeri tradizionali. Il telemarketing aggressivo, in un mercato che vale circa 3 miliardi di euro e coinvolge decine di migliaia di addetti, non scomparirà. Cambierà solo la sua leggibilità: le chiamate legittime diventeranno riconoscibili, quelle sospette resteranno tali.

Restano quindi fondamentali le stesse cautele: non fornire mai dati personali o bancari a chiamate non sollecitate, indipendentemente dal numero visualizzato.

Un passo concreto verso comunicazioni più trasparenti. Non la fine delle telefonate truffa, ma uno strumento in più per difendersi.

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Caterina Chiarelli

Content Editor Bachelor’s Degree, Master’s Degree,Postgraduate Master

Caterina Chiarelli, professionista della comunicazione e dell'editoria con una formazione accademica che include una Laurea Magistrale in Comunicazione, Informazione ed Editoria e un Master in digitalizzazione, AI e big data. Il suo percorso coniuga rigore metodologico e creatività, maturati attraverso esperienze in ambito editoriale, giornalistico e digitale. Ha collaborato con realtà editoriali e di comunicazione occupandosi di redazione, pianificazione editoriale, social media management e ufficio stampa, lavorando su contenuti sia web sia cartacei. Negli ultimi anni ha approfondito il rapporto tra comunicazione e innovazione tecnologica, sviluppando un approccio orientato all'utilizzo consapevole dell'intelligenza artificiale e degli strumenti digitali a supporto della qualità dei contenuti. Si distingue per una curiosità profonda verso le persone, le idee e i linguaggi attraverso cui la realtà prende forma, con la convinzione che il dialogo, quando è guidato da ascolto, spirito critico ed empatia, sia capace di generare valore e connessione reale.

Areas of Expertise: editoria e comunicazione digitale, scrittura e revisione editoriale, giornalismo economico-finanziario, progettazione editoriale, pianificazione e coordinamento dei contenuti, social media e marketing digitale, intelligenza artificiale applicata alla comunicazione, strategie digitali, analisi dei contenuti e storytelling, comunicazione istituzionale e ufficio stampa
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Caterina Chiarelli, professionista della comunicazione e dell'editoria con una formazione accademica che include una Laurea Magistrale in Comunicazione, Informazione ed Editoria e un Master in digitalizzazione, AI e big data. Il suo percorso coniuga rigore metodologico e creatività, maturati attraverso esperienze in ambito editoriale, giornalistico e digitale. Ha collaborato con realtà editoriali e di comunicazione occupandosi di redazione, pianificazione editoriale, social media management e ufficio stampa, lavorando su contenuti sia web sia cartacei. Negli ultimi anni ha approfondito il rapporto tra comunicazione e innovazione tecnologica, sviluppando un approccio orientato all'utilizzo consapevole dell'intelligenza artificiale e degli strumenti digitali a supporto della qualità dei contenuti. Si distingue per una curiosità profonda verso le persone, le idee e i linguaggi attraverso cui la realtà prende forma, con la convinzione che il dialogo, quando è guidato da ascolto, spirito critico ed empatia, sia capace di generare valore e connessione reale.