Strategist di Pictet Asset Management VEDONO Investitori globali tra corsa delle Borse e nuove opportunità sui mercati obbligazionari
La notizia in sintesi:
- Strategist di Pictet Asset Management vedono ancora opportunità azionarie e obbligazionarie nonostante incertezza geopolitica ed energetica.
- Azioni USA ed emergenti favorite da utili in crescita, boom investimenti industriali e ciclo IA.
- Nel reddito fisso, focus su debito in valuta locale dei mercati emergenti e su yen giapponese.
- Scenario di stagflazione e guerra nel Golfo rende indispensabile una costruzione di portafoglio più selettiva e globale.
(Riassunto generato con AI).
Rally azionario globale tra rischi energetici e nuove opportunità
Gli strategist di Pictet Asset Management analizzano chi stia ancora beneficiando del rally azionario globale, che cosa stia sostenendo le Borse, dove si concentrino oggi le migliori opportunità e quando l’attuale equilibrio potrebbe incrinarsi, alla luce delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e del conflitto nel Golfo.
Gli esperti spiegano perché, nonostante prezzi del petrolio elevati e timori di stagflazione, il quadro non è uniformemente negativo: la combinazione di liquidità privata abbondante e utili societari solidi in aree chiave, come USA e mercati emergenti, continua a fornire sostegno ai listini.
L’interrogativo centrale è perché le Borse restino resilienti pur in un contesto macro incerto: il peso prevalente dei servizi negli indici e la capacità delle società leader di difendere i margini mitigano l’impatto immediato dello shock energetico.
Utili record negli USA e accelerazione dei mercati emergenti
Le azioni statunitensi restano il perno del posizionamento di Pictet Asset Management. Secondo le stime, le società dell’S&P 500 potrebbero registrare una crescita degli utili di circa il 20% sia quest’anno sia il prossimo, ritmo più elevato dal 2021.
I margini di profitto attesi sui principali mercati sono su livelli record grazie a controllo dei costi e robusta crescita nominale, mentre negli Stati Uniti l’abbondante liquidità – alimentata da politica monetaria più favorevole della Fed, forte credito bancario e riacquisti di Treasury – dovrebbe salire fino a 2.500 miliardi di dollari, pari all’8% del PIL, contro i 1.700 miliardi (6%) dell’anno precedente.
Su queste basi, la casa porta le azioni USA a sovrappeso.
Analogo giudizio per i mercati emergenti. Le società di queste economie mostrano forte slancio degli utili e risultano relativamente schermate dall’aumento dei costi energetici.
Il divario di crescita tra mercati emergenti e sviluppati è atteso allargarsi a 2,6 punti percentuali nel 2024, dai 2,4 previsti per il 2025, consolidando il premio di crescita strutturale.
Il mondo emergente è inoltre al centro del ciclo IA: produttori come TSMC (Taiwan), Samsung e SK Hynix (Corea) rappresentano quasi un quarto dell’indice MSCI EM e intercettano il boom di domanda di semiconduttori.
Sulle azioni cinesi, Pictet Asset Management mantiene sovrappeso, puntando su forte stimolo monetario e fiscale, ripresa della domanda interna e incremento di produzione industriale ed esportazioni legate all’IA, in un mercato ritenuto più capace di assorbire shock esterni.
Sui mercati sviluppati ex USA il giudizio è neutrale: valutazioni eque ma forte incertezza sull’impatto economico della guerra.
A livello settoriale, viene rafforzato il sovrappeso sull’industria, sostenuta da spesa globale per infrastrutture e da segnali di miglioramento manifatturiero; negli USA gli ordini di beni strumentali principali crescono di circa l’11% annuo.
Nel comparto tecnologico il posizionamento resta di sovrappeso, con preferenza per hardware e semiconduttori rispetto al software.
Lo sconto di valutazione dopo il recente sell-off è considerato temporaneo per un ampio gruppo di titoli, alla luce dei piani di investimento in data center per l’IA e infrastrutture digitali da parte delle big tech, stimati in circa 700 miliardi di dollari nel 2024.
Al contrario, il settore sanitario scende a neutrale per rallentamento dello slancio e prospettive di utili meno brillanti, mentre i beni di consumo voluttuari restano sottopesati, penalizzati dall’erosione del reddito reale delle famiglie.
Obbligazioni emergenti e yen al centro dei portafogli difensivi
Nel reddito fisso, la fine del conflitto nel Golfo non appare imminente e molti investitori cercano protezione tramite i titoli di Stato dei Paesi sviluppati.
Pictet Asset Management mette però in guardia: la funzione di copertura delle obbligazioni è oggi meno scontata, poiché i bond sono esposti a forze opposte. Le pressioni inflazionistiche spingono verso rendimenti più alti, con BCE e BoE orientate a ulteriore stretta e un taglio dei tassi Fed giudicato improbabile nel 2024, anche sotto la futura presidenza, ritenuta più accomodante, di Kevin Warsh.
Al tempo stesso, un ulteriore rialzo dei prezzi energetici potrebbe deprimere fiducia di famiglie e imprese e aumentare i rischi recessivi, riattivando la componente difensiva dei governativi. In questo equilibrio instabile, il giudizio sulle obbligazioni dei mercati sviluppati resta neutrale.
L’area più interessante del reddito fisso viene individuata nel debito in valuta locale dei mercati emergenti.
I fondamentali sono migliorati nettamente: il debito pubblico medio si attesta attorno al 57% del PIL, contro il 128% delle economie del G7, con bilanci fiscali più solidi e qualità del credito in miglioramento.
Dall’inizio del 2024, circa 80 componenti dell’indice JP Morgan EMBI hanno registrato upgrade di rating.
Le valutazioni restano attraenti, in particolare in America Latina, dove i rendimenti reali rimangono sensibilmente superiori a quelli dei mercati sviluppati, offrendo un robusto “cuscinetto” di reddito.
L’ulteriore contributo proviene dall’apprezzamento potenziale delle valute locali. La resilienza dei cambi emergenti nell’ultimo shock energetico, specie nelle economie importatrici di petrolio, segnala progressi strutturali e domanda stabile da parte degli investitori globali.
Per questo gli esperti aumentano a sovrappeso il debito emergente in valuta locale e mantengono posizioni di sovrappeso nello yen giapponese, visto come efficace copertura in scenario stagflazionistico e beneficiario potenziale di un allargamento dei differenziali dei tassi Giappone/USA.
FAQ
Perché Pictet Asset Management resta positiva sulle azioni USA?
Perché stima una crescita degli utili dell’S&P 500 intorno al 20% nel 2024-2025, margini record e liquidità privata in aumento fino all’8% del PIL.
Quali mercati emergenti beneficiano maggiormente del ciclo dell’intelligenza artificiale?
Beneficiano soprattutto Taiwan e Corea, grazie a leader dei semiconduttori come TSMC, Samsung e SK Hynix, che rappresentano circa un quarto dell’indice MSCI EM.
Perché il debito emergente in valuta locale è considerato interessante oggi?
Perché mostra debito pubblico medio al 57% del PIL, rating in miglioramento, rendimenti reali elevati (specie in America Latina) e potenziale apprezzamento valutario rispetto ai bond dei Paesi sviluppati.
Qual è il ruolo dello yen giapponese in uno scenario di stagflazione?
È considerato una copertura difensiva efficace, con possibilità di rialzo legata all’allargamento dei differenziali di tasso Giappone/USA a favore della valuta nipponica.
Da quali fonti ufficiali è stata rielaborata questa analisi sui mercati?
È stata elaborata congiuntamente a partire dalle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, successivamente rielaborate dalla nostra Redazione.




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