Bonus libri 2027, la soglia Isee sale a 40mila euro: chi ne avrà diritto e perché quest’anno slitta
Le famiglie che aspettavano il nuovo contributo statale per i libri di testo dovranno attendere ancora. Il decreto-legge sulla scuola, approvato dal Consiglio dei ministri il 24 settembre ed emanato dal Presidente della Repubblica il 30 settembre, rinvia la misura al 2027 e ne modifica le regole, allargando la platea ai nuclei con Isee fino a 40mila euro.

Cosa prevede il decreto scuola
La dotazione resta di 20 milioni di euro l’anno. L’aiuto è riservato agli studenti iscritti alla prima classe della secondaria di primo grado, cioè la prima media, e alla prima o alla terza della secondaria di secondo grado. La soglia dell’indicatore della situazione economica, fissata in origine a 30mila euro, sale di 10mila euro: una scelta che porta dentro molte famiglie con redditi medi, finora escluse.
Chi gestirà il contributo
Cambia anche l’amministrazione responsabile. La competenza passa dal ministero dell’Interno al ministero dell’Istruzione e del Merito, e i Comuni non avranno più un ruolo nell’erogazione. L’importo spettante a ciascuno studente e le modalità per presentare la richiesta saranno stabiliti da un decreto attuativo dello stesso ministero, che non è ancora stato pubblicato. Fino a quel momento non è possibile sapere quanto riceverà ogni famiglia né attraverso quale canale andrà inoltrata la domanda.
Che fine fanno i fondi del 2026
Le risorse previste per quest’anno non vanno perse. Secondo quanto ricostruito dall’ANSA, confluiscono nel fondo destinato ai Comuni per la gratuità totale o parziale dei testi scolastici, lo strumento che da anni finanzia i sostegni locali legati alle prestazioni sociali agevolate. Per l’anno scolastico in corso restano quindi valide le agevolazioni gestite da Regioni e amministrazioni comunali, con requisiti e scadenze che cambiano da territorio a territorio, come abbiamo spiegato nella guida ai bonus libri con limiti Isee e scadenze regionali.
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Cosa possono fare adesso le famiglie
Chi ha figli che frequenteranno una delle classi interessate farà bene a tenere aggiornata la Dichiarazione sostitutiva unica, perché la soglia di 40mila euro si riferisce all’Isee in corso di validità. Per ottenerlo si può usare la procedura precompilata disponibile sul portale dell’Inps, che recupera in automatico una parte dei dati reddituali e patrimoniali. In caso di cambiamenti rilevanti della situazione economica, come la perdita del lavoro, è possibile chiedere l’Isee corrente. Conviene inoltre controllare i bandi del proprio Comune, che per il 2026 continuano a rappresentare l’unica via per ottenere un rimborso sulle spese per i libri.
Il percorso normativo, poi, non è concluso. Il decreto-legge deve essere convertito dal Parlamento entro sessanta giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e durante l’esame nelle commissioni il testo potrebbe ancora essere modificato, anche nella parte che riguarda platea e risorse. Le informazioni operative arriveranno solo con il provvedimento del ministero, che dovrà chiarire tempi, importi e documenti da presentare.
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