Manovra 2027, Giorgetti chiama banche e assicurazioni: sul tavolo 2-3 miliardi, Salvini ne chiede almeno 5
«Tutti quelli che avranno la possibilità di contribuire in questo momento, contribuiranno». Con questa frase, pronunciata ieri a margine dell’audizione sul Documento programmatico di finanza pubblica, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha confermato che banche, assicurazioni ed eventualmente società energetiche saranno chiamate a sostenere la legge di Bilancio 2027. Importi e strumenti non sono ancora decisi e il confronto con il settore resta aperto.

Cosa ha detto Giorgetti
Davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato il ministro ha legato la composizione della manovra alla procedura europea sulla clausola nazionale per l’energia, che attende ancora il via libera formale del Consiglio Ue. Ai cronisti ha spiegato che il governo cercherà di arrivare in Parlamento prima del 20 ottobre, ma che la scadenza «potrebbe andare oltre», e che l’eventuale slittamento dipende dalla trattativa con Bruxelles, non dal capitolo bancario. Giorgetti vorrebbe usare la flessibilità europea anche per aiutare le famiglie colpite dal caro energia, dopo il sì della Commissione alla clausola da 14,4 miliardi.
Quanto potrebbe valere il contributo
Secondo le ricostruzioni uscite dopo gli incontri al ministero dell’Economia, riportate da Sky TG24, l’ipotesi di partenza sarebbe un contributo tra 2 e 3 miliardi. Il vicepremier Matteo Salvini ha alzato l’asticella il 9 ottobre: con utili bancari attesi intorno ai 50 miliardi quest’anno, ha detto, «potremmo anche essere più ambiziosi e aspettarci almeno 5 miliardi», da versare in forma volontaria e concordata. Tra gli strumenti allo studio, sempre secondo le stesse ricostruzioni, ci sarebbero interventi sulle imposte anticipate (le cosiddette DTA), sugli avviamenti, sulla valutazione degli strumenti finanziari secondo il principio contabile IFRS 9 e sulle svalutazioni dei crediti.
Il precedente e le resistenze
Il settore ha già un accordo in corso con l’esecutivo. Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, ha ricordato l’impegno aggiuntivo da 10,5 miliardi in tre anni concordato lo scorso anno, di cui 4,4 miliardi sono stati utilizzati nella manovra 2026, e ha richiamato il principio di capacità contributiva dell’articolo 53 della Costituzione. Anche nella maggioranza le posizioni non coincidono: per il vicepremier Antonio Tajani le banche «già hanno dato molto» e Forza Italia resta contraria a nuove tasse sul credito, pur senza chiudere a un ulteriore sforzo discusso con gli istituti.
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Cosa guardano Piazza Affari e i risparmiatori
Ieri la Borsa di Milano ha chiuso in rialzo dello 0,58% a 50.035 punti, con i bancari in territorio positivo e Mps a +1,36%, mentre lo spread tra Btp e Bund si è attestato intorno ai 110 punti base. Per i grandi gruppi quotati, da Intesa Sanpaolo a UniCredit fino a Generali, il nodo da sciogliere è la forma che prenderà la richiesta del governo, oltre all’importo. Le prime indicazioni dovrebbero arrivare con il Documento programmatico di bilancio, da trasmettere a Bruxelles entro il 15 ottobre, e poi con il disegno di legge che il Consiglio dei ministri dovrà approvare nei prossimi giorni.
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