La Lituania punta sui laser per diventare partner strategico degli Stati Uniti
La Lituania si propone come fornitore strategico degli Stati Uniti nella nuova corsa alle tecnologie per semiconduttori e intelligenza artificiale. Pochi giorni fa, Washington e Vilnius hanno firmato un accordo quadro sui minerali critici, finalizzato a diversificare gli approvvigionamenti, attirare investimenti e rendere più sicure le filiere delle tecnologie avanzate.
Durante la firma, il segretario di Stato Marco Rubio ha indicato la Lituania come una potenza della fotonica. Un riconoscimento che poggia su sessant’anni di ricerca: secondo i dati diffusi dalle istituzioni lituane, il Paese esporta tra il 90 e il 95% della propria produzione laser in oltre 80 mercati, mentre il settore cresce a un ritmo superiore al 16% annuo.
Tra le imprese che vogliono sfruttare questa apertura figura LITILIT, società di Vilnius specializzata nei laser a femtosecondi, dispositivi capaci di lavorare i materiali con impulsi estremamente brevi e grande precisione. Queste tecnologie trovano applicazione nella produzione elettronica, nella chirurgia oftalmica e soprattutto nel packaging avanzato dei semiconduttori e nella lavorazione dei componenti ottici destinati ai data center.

La fotonica
La crescita dell’intelligenza artificiale sta infatti trasformando la fotonica in un’infrastruttura industriale essenziale. Nel maggio 2026 Nvidia e Corning hanno annunciato un accordo pluriennale per moltiplicare per dieci la capacità produttiva statunitense nelle connessioni ottiche e costruire tre nuovi impianti: un segnale della domanda generata dai grandi centri di calcolo.
LITILIT sta completando a Vilnius una fabbrica altamente automatizzata che, secondo l’azienda, dovrebbe produrre mille laser nel primo anno e arrivare a tremila a pieno regime. L’obiettivo successivo è replicare il modello all’estero, con gli Stati Uniti in cima alla lista.
Per Vilnius la partita supera quindi le esportazioni: integrare competenze scientifiche, capacità produttiva e alleanze industriali potrebbe trasformare un settore nazionale di nicchia in un tassello della sicurezza tecnologica occidentale. I numeri sulla futura capacità dello stabilimento restano previsioni aziendali, ma la direzione è chiara: nella competizione sui chip e sull’AI, anche il controllo della luce sta diventando una risorsa strategica.
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