Pensioni, dal 15 ottobre si può chiedere all’INPS di trattenere più Irpef nel 2027: a chi conviene e come fare
Da giovedì 15 ottobre pensionati e percettori di prestazioni previdenziali possono chiedere all’INPS di modificare le trattenute Irpef del 2027. Con il messaggio n. 3245 del 13 ottobre, l’Istituto ha riaperto la procedura che permette di applicare un’aliquota più alta di quella prevista dagli scaglioni oppure di rinunciare, in tutto o in parte, alle detrazioni per reddito dell’articolo 13 del Tuir. Le due opzioni possono essere scelte separatamente o insieme.

A chi può servire la richiesta
In qualità di sostituto d’imposta, l’INPS calcola le ritenute guardando soltanto alle somme che eroga. Chi ha altre entrate, per esempio un secondo assegno pagato da un ente diverso, un affitto o un compenso da lavoro, rischia così di vedersi applicare in corso d’anno un prelievo più leggero di quello effettivo e detrazioni più generose del dovuto. Il conto arriva con la dichiarazione dei redditi, sotto forma di imposta da versare o di trattenute sulle mensilità successive, come succede con i maxi-conguagli del 730. Alzare la ritenuta serve a distribuire il peso durante i dodici mesi e a evitare un saldo sfavorevole tutto in una volta.
Cosa cambia sul cedolino
La scelta ha un effetto immediato: un prelievo più alto riduce l’importo netto accreditato ogni mese. L’Istituto avverte inoltre che chi chiede la maggiore aliquota o rinuncia alle detrazioni non si vedrà riconoscere in automatico alcuni benefici fiscali introdotti dalla legge di bilancio 2025 (legge 207/2024, articolo 1, commi 4 e 6). Non si tratta di una perdita definitiva, perché chi ne ha diritto potrà recuperarli nella dichiarazione annuale. Per questo l’opzione è pensata per chi sa già di avere redditi aggiuntivi rilevanti, e prima di attivarla può essere utile una verifica con un Caf o un patronato.
Figli a carico da comunicare anche con l’assegno unico
Con lo stesso servizio va segnalata la presenza dei figli fiscalmente a carico, anche quando si percepisce l’assegno unico e la relativa detrazione non spetta. L’informazione permette di compilare correttamente il prospetto dei familiari nella Certificazione Unica 2027, relativa ai redditi del 2026, e di far comparire nella dichiarazione precompilata le spese sostenute per i figli che danno diritto a uno sconto d’imposta. Il riferimento è la circolare n. 6/E del 2025 dell’Agenzia delle Entrate.
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Come presentare la domanda
La richiesta si invia online dal portale INPS con il servizio “Dichiarazione per il diritto alle detrazioni d’imposta per reddito e per carichi di famiglia”. Non è obbligatoria e va rinnovata ogni anno: chi l’aveva presentata per il 2026 e non la ripete tornerà al trattamento ordinario, con scaglioni e detrazioni calcolati sulle sole somme pagate dall’Istituto. Lo stesso accade a chi non comunica nulla. Le indicazioni inviate a partire da metà ottobre si applicheranno ai pagamenti del prossimo anno.
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