EasyJet respinge le offerte di Castlelake: tensione sul possibile takeover
EasyJet ha respinto tre diverse offerte presentate dal fondo di investimento Castlelake, inclusa l’ultima proposta avanzata nel fine settimana, a ridosso della scadenza per formalizzare un’offerta o rinunciare all’operazione.

Secondo quanto comunicato lunedì dalla stessa Castlelake, l’ultima proposta valutava le azioni della compagnia aerea britannica 625 pence, in aumento rispetto ai 560 pence offerti il 12 giugno. Nonostante il rialzo, il consiglio di amministrazione di EasyJet ha rifiutato anche questa proposta.
Il titolo EasyJet aveva chiuso a 504 pence il 19 giugno, mentre l’offerta più recente valorizza il gruppo circa 4,74 miliardi di sterline. Nelle ultime contrattazioni, le azioni viaggiano intorno ai 527 pence, in rialzo di circa il 4,5%.
Castlelake aveva reso noto a fine maggio di essere nelle fasi preliminari di valutazione di un’offerta per la compagnia low-cost. Tuttavia, in quanto società statunitense, non può detenere il pieno controllo di un operatore aeronautico europeo e necessiterebbe quindi di un partner strategico per completare l’operazione. In questo contesto, il fondo ha annunciato una collaborazione con Mark Breen e Peter Bellew, ex dirigenti del settore.
EasyJet: offerta opportunistica
Il board di EasyJet ha definito l’offerta “opportunistica”, sottolineando come il recente calo del titolo sia legato alle tensioni geopolitiche, in particolare alla guerra in Iran, che ha spinto al rialzo i prezzi del carburante penalizzando l’intero comparto aereo.
Dal canto suo, Castlelake ha criticato la governance della compagnia britannica, lamentando una “limitata disponibilità al dialogo” da parte del consiglio di amministrazione e annunciando l’intenzione di rivolgersi direttamente agli azionisti. Il fondo ha inoltre prospettato una possibile alternativa che preveda una partecipazione parziale, consentendo agli investitori attuali di mantenere una quota nel capitale.
Il principale azionista di EasyJet resta la famiglia del fondatore Stelios Haji-Ioannou, con una partecipazione del 15,3%, mentre circa il 70% del capitale è detenuto da investitori istituzionali, secondo dati Bloomberg.





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