Protezionismo USA, come risponderà la Cina?

Maarten-Jan Bakkum -

Mentre sono aumentate le preoccupazioni per il protezionismo statunitense e gli investitori stanno riducendo le loro aspettative di crescita per i mercati emergenti, la Cina non è rimasta inattiva.

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Pechino sta facendo tutto il possibile per limitare eventuali danni al suo export, non aggravando inutilmente il conflitto con gli Stati Uniti e, ove possibile, intensificando le relazioni commerciali con l’Europa e altri paesi. Allo stesso tempo – e questo è particolarmente importante per chi investe nei mercati emergenti – Pechino ha iniziato ad adottare misure per alimentare la sua economia interna, così da compensare i venti contrari esterni; questa strategia è stata già adottata dalla Cina in passato, in tempi di crescenti rischi per la crescita del commercio mondiale.

Tuttavia, ciò giunge in un momento particolare, poiché il paese è nel bel mezzo di una campagna volta a rendere la sua economia meno dipendente dal credito. Dal 2015, la riduzione della crescita del credito, in particolare attraverso canali non tradizionali e scarsamente regolamentati, è una delle più importanti priorità di politica economica. Ciò ha portato a un calo della crescita del credito cinese dal 22% all’inizio del 2016 a meno del 9% attuale. Di conseguenza, la crescita degli investimenti in infrastrutture e immobili, finanziata principalmente da prestiti ad alto rischio, è scesa bruscamente, attestandosi a livelli ben al di sotto del 10%.

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Negli ultimi anni la crescita economica è stata trainata molto di più dai consumi privati e dagli investimenti delle piccole e medie imprese. Dal 2016, la crescita delle esportazioni è stata importante anche per compensare il calo della crescita degli investimenti trainata dal credito. Pertanto, le preoccupazioni circa la crescita del commercio mondiale a causa delle barriere commerciali del governo Trump arrivano in un momento negativo per la Cina.

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Che cosa può fare Pechino per rilanciare l’economia nazionale senza invertire la sua strategia di rendere l’economia strutturalmente meno dipendente dal credito? La Cina ha appena compiuto molti progressi nella riduzione dei rischi per il sistema finanziario. Non ci saranno misure di stimolo aggressive come nel 2008, ma alla fine c’è sempre spazio per stimolare selettivamente l’economia cinese. La notizia più recente è che tutte le principali banche sono ora invitate a concedere prestiti più tradizionali alle piccole e medie imprese e in particolare a finanziare investimenti “green”. Nei prossimi mesi possiamo aspettarci ulteriori misure di questo tipo. La domanda interna cinese crescerà un po’ più rapidamente, il che normalmente dovrebbe essere positivo per gli altri mercati emergenti.

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Il rischio di protezionismo è ovviamente rilevante per le economie emergenti, che sono ancora fortemente dipendenti dalla crescita delle esportazioni. Tuttavia, le conseguenze potenzialmente negative per la crescita sono principalmente a lungo termine. Per i prossimi trimestri, è più importante ciò che accade alla domanda interna cinese. La probabilità di una ripresa di quest’ultima è aumentata a causa delle misure protezionistiche adottate dal governo statunitense.


Maarten-Jan Bakkum – Senior Strategist, Emerging Markets – NN Investment Partners

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