Piano nazionale energia clima, le imprese del futuro sono verdi come la strada per uscire dalla crisi

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Il caso italiano: il primo produttore nazionale di piante da fiori in vaso spegne le caldaie a gasolio e si affida alla tecnologia green

L’Italia si è ufficialmente impegnata con l’Europa a diventare più efficiente a livello energetico, diminuendo le emissioni inquinanti attraverso il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (Pniec) presentato a Bruxelles che prevede il 30% di Consumi Finali Lordi coperti da fonti rinnovabili (Fer) da raggiungere entro il 2030. Il solo settore termico riveste un ruolo decisamente importante (33% di quota rinnovabili) per il raggiungimento degli obiettivi, sui quali il nostro Paese dovrà comunicare alla Commissione europea, ogni due anni, i progressi compiuti.

Uno dei comparti che impegna in modo consistente il settore termico è quello florovivaistico che in Italia copre una superficie pari a 37 mila ettari. Si tratta di un campo altamente energivoro nel quale il contenimento dei costi di riscaldamento diventa decisivo per la vitalità di molte aziende. L’alto costo del gasolio utilizzato per il riscaldamento delle serre durante il periodo invernale pone le aziende in condizioni di notevole svantaggio competitivo, con costi per tecnologie che, per essere ridotti, necessitano di un radicale cambio di approccio e di un efficientamento energetico importante.

È il caso del primo produttore italiano di piante da fiori in vaso, l’Azienda Agricola Luca Maffucci, che ha sede a Viareggio e che commercializza i suoi prodotti anche con il marchio commerciale registrato “LorAline”. L’azienda ha un’estensione di superficie totale di circa 540.000 mq, di cui la metà coperta da serre. Proprio su quest’area Enerqos Energy Solutions, ESCo specializzata in servizi integrati per l’efficienza energetica, ha iniziato un percorso di efficientamento con lo scopo di abbattere significativamente l’emissione di anidride carbonica e polveri sottili in atmosfera e risparmiare combustibile fossile. Il primo passo ha previsto la sostituzione delle due vecchie caldaie alimentate a gasolio/btz da 5 MW con due nuove caldaie a biomassa da 1.250 kW, alimentate da cippato di legno proveniente da filiera corta con approvvigionamento inferiore a 70 chilometri.

La ESCo guidata da Giorgio Pucci ha inoltre introdotto un’innovativa soluzione di finanziamento che ha incoraggiato l’imprenditore all’investimento. «Abbiamo sviluppato un sistema – spiega Pucci – con una proposta di intervento ad hoc. La nostra ESCo finanzia l’intervento al 100% a fronte di una condivisione del risparmio per un breve periodo di tempo contrattualmente definito, una formula che quindi non grava sul bilancio delle aziende soprattutto nella fase iniziale del progetto. Inoltre permettiamo, grazie all’installazione di nuove caldaie a biomassa, di sostituire i vecchi impianti a gasolio rispondendo anche alle necessità di seguire gli obiettivi nazionali prefissati dal Pniec oltre che a rendere i nostri clienti più competitivi sul mercato anche attraverso la significativa riduzione dei costi energetici». Luca Maffucci, fondatore e titolare dell’Azienda Agricola Luca Maffucci, osserva: «Ci sentiamo pionieri perché abbiamo iniziato un percorso di efficientamento i cui risultati non saranno decisivi solo per la nostra azienda ma andranno a vantaggio dell’intero settore florovivaistico. Il cambiamento in atto dell’economia verso una green economy è fondamentale per realizzare uno sviluppo sostenibile nel quale le imprese devono avere un ruolo che individua l’economia verde come la strada maestra per incentivare l’economia del nostro Paese».

Siamo solo all’inizio di una straordinaria rivoluzione che nel corso del secolo ci auguriamo consentirà alle energie pulite di soddisfare tutta, o quasi, la domanda del pianeta e di guidare le imprese italiane fuori dalla crisi.