I mercati del credito sono tornati a un contesto più simile a quello che ha caratterizzato gran parte del 2018
Dopo un ottimo inizio dell’anno, a seguito dell’inversione di tendenza del processo di allentamento monetario dei mesi di novembre e dicembre 2018, i mercati del credito sono tornati a un contesto più simile a quello che ha caratterizzato gran parte del 2018.
Gli spread di mercato sono in contrazione e ciò era prevedibile. Di fatto i tassi di default non hanno ancora registrato una ripresa e rispetto agli standard storici gli spread tendono a rispecchiare l’attuale tasso di default, mentre tutto ciò che conta è invece il tasso di default cumulato tra cinque anni.
Con l’avanzare di questo ciclo del credito, già molto lungo, l’avversione al rischio dovrebbe aumentare e la dispersione dovrebbe crescere. Ci aspettiamo che sui mercati si accentui sempre più il divario tra ciò che è considerato rifugio e ciò che è considerato rischioso e che, quando un emittente smette di essere percepito come privo di rischio, i prezzi calino con la possibilità di generare interessanti rapporti rischio/rendimento.
Osserviamo inoltre che la struttura dei mercati del credito è cambiata in modo significativo negli ultimi anni. Mentre all’epoca della crisi finanziaria globale, le banche accentravano l’attività di finanziamento, attualmente le istituzioni buy-side (fondi pensione, amministrazioni comunali, fondazioni ecc.) detengono la maggior parte del rischio di credito, perlopiù sotto forma di ETF o fondi con un approccio constrained rispetto ai benchmark. Questo nuovo contesto dovrebbe far aumentare la volatilità nella prossima fase ribassista del ciclo.
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In questo contesto di fase avanzata del ciclo economico, i mercati del credito dovrebbero essere analizzati in modo approfondito e in base alle loro caratteristiche specifiche. Tuttavia quello attuale è un contesto che favorisce gli stock picker obbligazionari. Poiché la dispersione è destinata a protrarsi, prevediamo di mantenere un profilo di rischio complessivamente prudente e di investire in modo redditizio ai margini dei mercati, dove la combinazione di avversione al rischio e calo della liquidità creerà opportunità idiosincratiche per l’investitore con un approccio di gestione flessibile. Qualora il mercato dovesse mantenere la configurazione attuale oppure espandersi, siamo convinti che i driver di performance possano aumentare sui mercati del credito, come ad esempio carry trade, opportunità idiosincratiche lunghe e corte e picchi di volatilità che offrano migliori punti di ingresso.
Pierre Verlé – head of credit – Carmignac
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