Le origini della legislazione anti-trust

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La concorrenza in una economia di libero mercato è sempre risultata fondamentale, con la competizione le imprese sono costantemente tenute a migliorare la propria offerta commerciale, sia in termini di qualità che di prezzo per “convincere” sempre più consumatori.  Proprio per questo lungo tutta la storia del mondo si è cercato di contrastare monopoli economici e l’abuso di posizioni dominanti, per favorire un minimo di pluralità dei mercati mediante la legislazione.

Già nell’Antica Roma erano citati i cosiddetti crimen monopolii, cioè i tentativi di manipolare il prezzo delle merci mediante accordi o con altri mezzi. Per esempio nel 18 a.C., l’imperatore Augusto promulgò la Lex Julia de Annona, che puniva chi provasse a far lievitare il prezzo del grano, ad esempio ostacolando il traffico marittimo.

Nel Medioevo tuttavia assistiamo all’emergere delle corporazioni e delle concessioni commerciali regie, che  limitò la concorrenza, spesso con il beneplacito dei sovrani. Spesso intervenivano i giudici a ripristinare i principi della libera concorrenza, per esempio nel caso Darcy v. Allin del 1602, i giudici Inglesi annullarono il diritto esclusivo a vendere carte da gioco concesso dalla regina Elisabetta I a un suo cortigiano, in quanto comportava un aumento dei prezzi, nonché minore qualità dei prodotti, e riduceva in povertà i concorrenti. Tuttavia per avere una vera e moderna legislazione anti-trust si dovrà attendere lo Sherman Act del 1890 negli Stati Uniti d’America. Lo Sherman Act vietò le intese anticoncorrenziali tra imprese e la monopolizzazione del mercato. L’identificazione concreta delle pratiche illecite spettò comunque alla giurisprudenza che individuò le fattispecie della collusione e dell’abuso del potere di mercato. 

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Una delle prime “vittime” di questa legislazione fu la Standard Oil, compagnia petrolifera dei Rockefeller, che aveva posto dei fiduciari a capo delle altre compagnie petrolifere americane creando una rete commerciale collusa che possedeva il 90% del mercato. La Stadard Oil fu smembrata e da essa nacquero svariate nuove imprese, alcune delle quali ancora oggi esistenti come la Exxon, la Mobil e la Chevron.

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