CDP Equity valuta crescita in Nexi fino al 29,9 per cento con focus su stabilità azionaria

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La notizia in sintesi:

  • CDP Equity sale in Nexi fino al 29,9% per rafforzare l’azionariato stabile nazionale.
  • L’operazione avviene tramite derivati sull’8% del capitale, senza lanciare un’OPA obbligatoria.
  • La mossa è il primo atto strategico del nuovo AD Fabio Barchiesi in CDP Equity.
  • Obiettivo: sostenere Nexi nella competizione europea dei pagamenti digitali contro big tecnologici globali.
  • (Riassunto generato con AI).

CDP rafforza il controllo su Nexi e punta al 29,9% del capitale

La controllata di investimento di Cassa Depositi e Prestiti, CDP Equity, ha deliberato di aumentare la propria quota in Nexi SpA fino al 29,9% del capitale.
L’operazione, che avviene in Italia e interessa uno dei principali operatori europei nei pagamenti digitali, è stata decisa dal consiglio di amministrazione riunito a Milano e comunicata il 25 maggio 2026.

L’obiettivo dichiarato è rafforzare nel medio-lungo periodo la stabilità dell’azionariato di Nexi, considerata infrastruttura strategica per il sistema dei pagamenti italiano ed europeo, senza però promuovere un’offerta pubblica di acquisto sull’intero capitale.
La mossa si inserisce nella strategia di politica industriale di CDP di presidiare asset critici in settori ad alta innovazione, riducendo la dipendenza da fornitori extra-UE e sostenendo la competitività del fintech europeo.

Chiave dell’intervento è la combinazione tra investimento diretto e uso di strumenti derivati, in un quadro regolamentare che consente a CDP di mantenere un ruolo di azionista di riferimento senza assumere il controllo formale dell’emittente quotata.

Dettagli dell’operazione, ruolo di CDP e sfide competitive per Nexi

Il consiglio di amministrazione di CDP Equity ha approvato le procedure per incrementare la partecipazione in Nexi dall’attuale 19,14% fino al 29,9%, sfiorando la soglia che innescherebbe l’obbligo di OPA totalitaria.
L’aumento avverrà anche tramite la sottoscrizione di contratti derivati riferiti a circa l’8% del capitale sociale, strumento che consente a CDP di consolidare l’esposizione economica minimizzando l’impatto immediato sul flottante.

CDP ha precisato di non avere intenzione di promuovere un’offerta pubblica di acquisto, ribadendo come finalità principale il mantenimento di un azionariato stabile, in grado di accompagnare le scelte industriali e tecnologiche di Nexi senza pressioni speculative di breve periodo.
Si tratta del primo intervento rilevante del nuovo amministratore delegato di CDP Equity, Fabio Barchiesi, in carica da ottobre, che imprime una svolta più assertiva alla presenza dello Stato nel settore dei pagamenti digitali, ritenuto cruciale per sovranità tecnologica, sicurezza dei dati e autonomia infrastrutturale europea.

Nexi, insieme alla francese Worldline, è tra i principali fornitori europei di servizi di acquiring e processing per banche e grandi merchant, ma deve fronteggiare la concorrenza crescente di operatori cloud-native e Big Tech, in un contesto di consumi deboli e margini sotto pressione.
Per riconquistare la fiducia del mercato, il gruppo ha sostituito a marzo lo storico CEO Paolo Bertoluzzo con Bernardo Mingrone, cui è affidato il compito di rilanciare crescita organica, efficienza operativa e posizionamento paneuropeo, partendo da guidance che indicano per quest’anno ricavi netti in linea con il 2025 e una liquidità eccedente di circa 750 milioni di euro.

Implicazioni future per governance, mercato dei pagamenti e investitori

L’ascesa di CDP Equity al 29,9% in Nexi prefigura una governance più ancorata a un azionista domestico di lungo termine, in grado di sostenere integrazioni europee nei pagamenti e investimenti in sicurezza, cloud sovrano e innovazione digitale.

Per il mercato, l’operazione potrebbe accelerare il consolidamento del settore e rafforzare il ruolo di Nexi nei progetti di infrastruttura europea dei pagamenti, offrendo agli investitori maggiore visibilità su strategia e stabilità dell’azionariato in una fase di forte trasformazione competitiva.

FAQ

Perché CDP Equity sale al 29,9% di Nexi?

L’operazione mira a garantire un azionariato stabile, sostenere la strategia di lungo periodo di Nexi e presidiare un’infrastruttura di pagamenti considerata strategica per Italia ed Europa.

CDP lancerà un’OPA obbligatoria su Nexi?

No, CDP ha esplicitamente dichiarato di non voler promuovere un’OPA. Il limite del 29,9% è scelto proprio per restare sotto la soglia di offerta obbligatoria.

Qual è il ruolo di Fabio Barchiesi in questa operazione?

L’intervento rappresenta il primo grande atto strategico di Fabio Barchiesi come AD di CDP Equity, orientato a rafforzare il presidio pubblico in un settore digitale chiave.

Come sta evolvendo il business di Nexi nel 2026?

Nexi prevede ricavi netti 2026 in linea col 2025 e circa 750 milioni di euro di liquidità eccedente, puntando a maggiore efficienza e consolidamento europeo sotto la guida del CEO Bernardo Mingrone.

Quali sono le fonti alla base di questa analisi su Nexi e CDP?

L’articolo deriva da una elaborazione congiunta di informazioni provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

 

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Editorial Director PhD, MBA, CPA, MD

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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