Decreto carburanti, dimezzato lo sconto sulle accise del diesel: pieno più caro di 6 euro

Taglio ridotto: cosa cambia da oggi
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto varato dal governo contenente “Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi e di sostegno alle attività economiche per il protrarsi della crisi dei mercati internazionali”, si dimezza lo sconto sulle accise del gasolio. La riduzione passa infatti da 24,4 a 12,2 centesimi di euro al litro considerando anche l’Iva, con un aumento immediato dei costi per gli automobilisti.
Secondo i calcoli del Codacons, un pieno di diesel costerà ora circa 6,1 euro in più rispetto alle settimane precedenti. Dal 23 maggio e fino al prossimo 6 giugno, le accise sul gasolio salgono infatti da 472,90 a 572,90 euro per mille litri, mentre restano invariate quelle sulla benzina, ferme a 622,90 euro per mille litri.
Prezzi oltre i 2 euro al litro
Lo sconto sul diesel scende quindi a 12,2 centesimi al litro, mentre per la benzina rimane fissato a 6,1 centesimi. L’effetto sarà immediato sui prezzi alla pompa: il costo medio del gasolio in modalità self-service
supera nuovamente la soglia dei 2 euro al litro, attestandosi intorno ai 2,09 euro/litro, mentre in autostrada raggiunge una media di 2,18 euro/litro.
Il diesel era stato il carburante maggiormente interessato dagli interventi governativi degli ultimi mesi, a causa dell’impennata dei prezzi legata alla crisi energetica internazionale e alle tensioni sui mercati petroliferi. Proprio per questo il precedente taglio delle accise aveva favorito soprattutto il gasolio, utilizzato in larga parte dal trasporto merci e dai veicoli commerciali.
Codacons: “Italia tra i Paesi più cari d’Europa”
Il Codacons avverte, inoltre, che la decisione rischia di riportare l’Italia ai vertici della classifica europea del caro carburanti. Secondo l’associazione dei consumatori, il nostro Paese si collocherebbe al sesto posto in Europa per il prezzo medio del diesel più elevato, dietro soltanto a Paesi Bassi, Danimarca, Finlandia, Francia e Belgio.
A incidere in modo determinante è soprattutto il peso della fiscalità. In Italia oltre la metà del prezzo finale di benzina e diesel è composto da accise e Iva. Questo significa che anche piccole variazioni delle imposte si riflettono rapidamente sui listini dei distributori.
I possibili effetti su trasporti e inflazione
Le associazioni dei consumatori sottolineano il rischio di effetti indiretti sull’economia reale. L’aumento del costo del gasolio potrebbe infatti tradursi in rincari per il trasporto merci su gomma e, di conseguenza, in un ulteriore aumento dei prezzi dei beni di largo consumo.
Il tema delle accise resta da anni al centro del dibattito pubblico. Nate come imposte straordinarie per finanziare emergenze e crisi economiche, nel tempo sono diventate una componente strutturale del prezzo dei carburanti italiani.
Il nodo delle accise resta aperto
Con il nuovo decreto il governo punta a reperire risorse senza rinunciare del tutto agli aiuti, ma il rischio di nuove tensioni sui prezzi resta elevato in un contesto internazionale ancora instabile. Il caro carburanti torna così al centro del confronto politico ed economico, mentre famiglie e imprese chiedono misure più strutturali per contenere il peso dell’energia sui consumi quotidiani.




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