L’intelligenza artificiale spaventa le banche europee: la Bce convoca un vertice su “Mythos”. Corsa alla sicurezza
Il nuovo modello di intelligenza artificiale sviluppato da Anthropic accende i timori nel sistema bancario europeo. Claude Mythos, ritenuto estremamente avanzato, sarebbe infatti in grado di individuare vulnerabilità nei sistemi informatici degli istituti di credito, sollevando preoccupazioni anche tra i vertici della Banca centrale europea.

L’azienda statunitense ha finora limitato l’accesso al modello a un ristretto gruppo di organizzazioni, prevalentemente americane, coinvolte nel cosiddetto “Project Glasswing”. Una scelta che ha alimentato le inquietudini in Europa, dove le banche non dispongono degli stessi strumenti per valutare i rischi.
Per questo motivo, la Bce ha convocato per martedì 26 maggio una riunione con i principali istituti dell’Unione europea. All’incontro parteciperanno anche alcune banche coinvolte nel progetto Glasswing, dalle quali Francoforte spera di ottenere informazioni utili sul funzionamento del nuovo sistema.
Sistemi obsoleti e corsa alla sicurezza
Secondo fonti vicine al dossier, l’istituto centrale potrebbe sollecitare le banche ad accelerare il rafforzamento delle proprie difese informatiche. Le capacità di Mythos, infatti, avrebbero già evidenziato l’obsolescenza di molti sistemi attualmente in uso.
Non solo: la Bce punta anche a favorire una maggiore collaborazione transatlantica, chiedendo agli istituti statunitensi di condividere conoscenze e dati con le controparti europee. L’istituzione vigila su 111 grandi banche dell’Eurozona, incluse le filiali dei principali gruppi di Wall Street, tra cui JP Morgan Chase, che ha accesso al modello.
Project Glasswing e le vulnerabilità scoperte
Lanciato ad aprile, Project Glasswing nasce con l’obiettivo dichiarato di proteggere i software più critici a livello globale. Tuttavia, è proprio la diffusione selettiva della tecnologia a suscitare preoccupazioni nell’Eurozona.
Secondo Anthropic, la versione preliminare di Mythos avrebbe già individuato migliaia di vulnerabilità ad alta criticità, alcune presenti nei principali sistemi operativi e browser. In una nota del 22 maggio, l’azienda ha parlato di oltre 10mila falle rilevate insieme ai partner del progetto.
Un cambiamento radicale: se in passato il limite era la scoperta delle vulnerabilità, oggi il problema diventa la capacità di verificarle e correggerle rapidamente.
Patch più veloci per evitare attacchi
Frank Elderson, vicepresidente del Consiglio di vigilanza della Bce, ha sottolineato al Financial Times la necessità di accelerare drasticamente gli interventi di sicurezza. In particolare, le banche dovranno ridurre i tempi di applicazione delle patch software.
“Una vulnerabilità può essere identificata in pochi minuti dopo il rilascio di una patch”, ha spiegato Elderson, evidenziando come ciò imponga procedure molto più rapide rispetto agli standard attuali.
Timori già emersi nelle scorse settimane
Le preoccupazioni non sono nuove. Già nelle settimane precedenti, funzionari della Bce avevano avviato una raccolta di informazioni su Mythos, chiedendo alle banche come intendessero prepararsi a questa nuova minaccia.
Secondo alcuni esperti, le avanzate capacità di programmazione del modello potrebbero rappresentare uno strumento senza precedenti per individuare e sfruttare vulnerabilità informatiche.
Resta ora da capire se i partner del progetto Glasswing saranno disposti a condividere le proprie conoscenze. Dalla loro collaborazione potrebbe dipendere la capacità delle banche europee di affrontare una sfida tecnologica che si evolve a ritmi sempre più rapidi.





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