MPS, decadenza di Carlo Vivaldi e nuovi equilibri nel board. Doveroso chiarimento sulla notizia
Il CdA interviene sui conflitti di interesse: partita aperta su Brancadoro e Caltagirone
Il consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena ha dichiarato la decadenza di Carlo Vivaldi per incompatibilità legata alla sua presenza nei board di banche concorrenti, una decisione che si inserisce in un quadro normativo preciso volto a evitare conflitti di interesse e a garantire l’indipendenza delle scelte strategiche negli istituti di credito.
Tuttavia ci è giunto un chiarimento da Carlo Vivaldi che provvediamo a pubblicare subito.
Ritengo opportuno precisare che la ricostruzione proposta non dà conto di un elemento rilevante, rappresentato dal mutato quadro normativo. In particolare, la disciplina in materia di interlocking introdotta nel 2011, che aveva originariamente inciso anche sulle previsioni statutarie, è stata abrogata dal decreto legislativo 27 marzo 2026, n. 47, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il giorno prima dell’assemblea di MPS. In tale contesto, si è reso quindi necessario un approfondimento e una discussione in sede consiliare delle implicazioni della normativa vigente rispetto alle disposizioni statutarie. Per rispetto della Società e delle sedi istituzionali, non ritengo opportuno aggiungere ulteriori commenti.

Nel settore bancario la partecipazione simultanea in organi di amministrazione di concorrenti è fortemente limitata sia per ragioni regolamentari sia per la tutela della concorrenza, e il provvedimento adottato dal CdA rappresenta quindi un’applicazione delle regole di governance più che un’eccezione. L’uscita di Vivaldi apre tuttavia una partita più ampia sugli equilibri interni, perché libera uno spazio nel board che assume immediatamente un peso politico e strategico rilevante.
I nuovi nomi e i comitati
Tra i nomi che circolano per la sostituzione figurano Gianluca Brancadoro e Alessandro Caltagirone, due profili molto diversi tra loro: il primo rappresenterebbe una soluzione più tecnica e orientata alla continuità, mentre il secondo, imprenditore e azionista influente nel sistema finanziario italiano, porterebbe un peso industriale e una valenza strategica più marcata.
Parallelamente, il consiglio ha definito la composizione dei comitati endoconsiliari, tra cui quelli dedicati ai rischi, alle remunerazioni e alle nomine, organismi fondamentali perché costituiscono il cuore operativo e di controllo della banca e incidono direttamente sulla gestione e sulle decisioni più rilevanti.
Obiettivo consolidamento
La vicenda si colloca in una fase ancora delicata per MPS, impegnata nel consolidamento dopo anni di ristrutturazione, nel percorso di ritorno alla redditività e sotto l’attenzione costante dei mercati e delle autorità di vigilanza, e in questo contesto ogni modifica nella governance assume un significato che va oltre il singolo episodio.
È quindi utile distinguere tra la natura tecnica della decadenza, legata al rispetto delle regole, e le conseguenze strategiche che ne derivano, che riguardano i nuovi equilibri tra azionisti e stakeholder. In definitiva, quella che nasce come una decisione regolamentare si trasforma rapidamente in una partita più ampia sul futuro assetto della banca, in cui la scelta del sostituto sarà indicativa della direzione che Monte dei Paschi intende prendere nei prossimi anni.






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