Apertus 2.0 punta su agenti, matematica e programmazione

La notizia in sintesi
- La Svizzera sviluppa Apertus, modello linguistico aperto realizzato dalla ricerca pubblica e addestrato a Lugano.
- Apertus 2.0 punta su agenti, matematica e programmazione, ma incontra i limiti dell’infrastruttura disponibile.
- Supercalcolo e startup robotiche sostengono una strategia basata su controllo, trasparenza e applicazioni industriali.
- Sicurezza e affidabilità accompagnano l’ambizione svizzera di incidere sull’agenda internazionale dell’intelligenza artificiale.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Svizzera, Apertus lega intelligenza artificiale e sovranità digitale
La Svizzera punta su ricerca pubblica, supercalcolo e robotica per sviluppare un’intelligenza artificiale controllabile: al centro c’è Apertus, modello linguistico aperto dei Politecnici federali di Zurigo e Losanna. Nel reportage di Luca Zorloni pubblicato da Linkiesta il 7 ottobre 2026, l’annuncio di Apertus 2.0 all’AI+X Summit di Zurigo segna il passaggio verso capacità più avanzate. Il modello viene addestrato al Centro svizzero di calcolo scientifico di Lugano, su infrastrutture condivise con altre discipline.
La scelta non mira all’autosufficienza tecnologica: vuole rendere ispezionabili i sistemi, permettere di eseguirli dove necessario e lasciare alle aziende lo sviluppo dei servizi, mantenendo Apertus un progetto di ricerca.

Apertus 2.0 e robotica: capacità, applicazioni e limiti
Secondo Imanol Schlag, intervistato da Linkiesta, Apertus 2.0 avrà tra 500 e 700 miliardi di parametri e reti specializzate attivate selettivamente. L’addestramento impiega migliaia di GPU; gli obiettivi comprendono agenti, matematica e programmazione, ma l’infrastruttura disponibile impedisce modelli ancora maggiori. La versione 1.5, rilasciata a luglio, analizza immagini e audio senza generarli, per evitare violazioni del copyright.
Maria Grazia Giuffreda ricorda che il supercomputer Alps, dotato di chip NVIDIA, azienda guidata da Jensen Huang, nasce anche per simulazioni climatiche: Apertus condivide quindi risorse con la ricerca scientifica. Circa settanta progetti pilota includono traduzioni per il Canton Ticino tramite Artificialy e l’assistente Lumo di Proton; i dati di addestramento escludono libri pirata e siti che vietano lo scraping. Alla robotica industriale lavorano Forgis, fondata da Riccardo Maggioni, Camilla Mazzoleni e Federico Martelli, e Sudo AI, cofondata da Martina Hansen, mentre Karina Kaiser sviluppa con Ply verifiche di sicurezza e conformità; Linh Trinh, attraverso RobotReady, prepara un indice sulla disponibilità ad adottare robot, con primi risultati attesi per dicembre, per individuare gli ostacoli che separano laboratori e impiego concreto.
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Affidabilità e diplomazia: la prossima prova svizzera
Kateryna Portmann, di ANYbotics, richiama il divario tra dimostrazioni e impiego reale: i robot svolgono bene pochi compiti e richiedono validazione fisica, non soltanto modelli linguistici. Il reportage contrappone questa ricerca di affidabilità alla disponibilità ad accettare “brutte notizie” evocata da Sam Altman. La stessa impostazione accompagnerà l’ambizione diplomatica: Ginevra ospiterà nel 2027 il vertice mondiale sull’intelligenza artificiale, annunciato dal presidente Guy Parmelin, occasione per portare la strategia svizzera al confronto internazionale su controllo e fiducia.
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