Lemanik: ridurre l’esposizione obbligazionaria sull’Italia

Alessandro Cameroni -

L’attuale rafforzamento dei fondamentali va a beneficio dei subordinati obbligazionari. L’allentamento delle tensioni europee e la tregua sui dazi favoriscono il recupero del credito.

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Il sentiment di mercato ruota attualmente intorno al deficit italiano, alla Brexit e alle tensioni commerciali. La grande incognita per l’Europa è legata all’atteggiamento del Governo italiano sulla manovra che a oggi non appare favorire per contenuti la crescita; per questo consigliamo di mantenere un’esposizione obbligazionaria contenuta sulle componenti sensibili esposte all’Italia.

Questi temi generano apprensione, ma appaiono gestibili come dimostra l’accordo sul nuovo NAFTA (North American Free Trade Agreement). Nei mesi precedenti l’allentamento delle tensioni europee e la tregua sui dazi con gli Usa hanno favorito il recupero del credito dai minimi di fine giugno. La crescita globale rimane positiva, seppur meno sincronizzata con l’inflazione che per ora non morde. Sempre accomodanti e prudenti BCE e BoJ, mentre la Fed prosegue il graduale rialzo dei tassi, che però fa emergere le fragilità di alcuni Paesi emergenti.

L’attuale fase di transizione dei mercati obbligazionari vede convivere la normalizzazione delle curve dei tassi, con una serie di rischi di natura politica che a corrente alternata impattano sui mercati. Questi rischi si accompagnano a opportunità sul credito europeo che può contare su solidi fondamentali, anche se la dispersione a livello di singolo nome è in aumento.

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Lo scenario accomodante e di cauta normalizzazione della Bce, con tassi a breve ancora negativi, conferma l’appetibilità dei portafogli che puntano a estrarre valore da componenti high beta a bassa duration ed elevata qualità creditizia. A livello settoriale vediamo opportunità interessanti sui subordinati obbligazionari finanziari che beneficiano, rispetto all’azionario, del rafforzamento dei fondamentali sia a livello di solidità del capitale che di riduzione dei rischi in bilancio. Per quanto riguarda l’Italia, manteniamo un’esposizione contenuta, con componenti sensibili gradualmente ridotte fino intorno all’1% del nostro portafoglio.


Alessandro Cameroni – gestore del fondo Lemanik Global Bond – Lemanik

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

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