Gli investimenti dei privati in Titoli di Stato esenti dal calcolo dell’ISEE? E’ un assurdo

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Il modello ISEE è composto dalla DSU Dichiarazione Sostitutiva Unica e dall’attestazione ISE, il documento che permette al cittadino di accedere alle prestazioni sociali. Questo documento, con l’entrata in vigore del D.P.C.M. n. 159 del 5 dicembre 2013, è rilasciato dall’INPS, il quale effettua i calcoli sulla base dei dati autodichiarati contenuti appunto nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e sulla base dei dati derivanti dagli archivi dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, ovvero il valore della situazione economica. Secondo le recenti modifiche di legge, il calcolo nel 2023 dovrà sì tenere conto dei redditi percepiti, ma anche dei patrimoni posseduti due anni prima.
Inaspettatamente Il governo, in quello che sembrerebbe un nuovo provvedimento all’interno della manovra di bilancio, prevede di inserire una norma che esclude gli investimenti dei privati in Titoli di Stato dal calcolo dell’ISEE. In effetti un bel regalo a chi può permettersi di avere dei risparmi consistenti, ma non vuole farli gravare sul calcolo della sua capacità economica ai fini delle esenzioni che una bassa ISEE può garantire.

Le informazioni contenute nell’attestazione ISEE sono:

  • La composizione del nucleo familiare del dichiarante
  • Il valore dell’ISEE Ordinario e l’ISE, con il dettaglio del calcolo
  • La scala di equivalenza, che tiene conto delle caratteristiche del nucleo familiare
  • Le prestazioni sociali che si possono richiedere con l’ISEE
  • Il periodo di validità dell’attestazione
  • Le eventuali omissioni e difformità riscontrate dall’INPS o dall’Agenzia delle Entrate
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I problemi sono due
1) ammettere cittadini a chiedere esenzioni, in vasti campi di applicazione, quando non ne hanno alcun bisogno, in termini di etica comportamentale fa a pugni con la nostra cultura millenaria di sussidiarietà, con il senso di condivisione dei bisogni e in particolare con la notevole capacità di coesione della nostra società contemporanea.

2) un’evidente riduzione di contribuzione a spese mediche, ecc. o l’ottenimento di bonus finora non dovuti, in base a un calcolo dell’ISEE  “drogato” dalla norma stessa, a vantaggio di questi fortunati che invece hanno un capitale investito in Titoli di Stato, non fa che gravare ulteriormente sui costi che gli altri cittadini, meno fortunati di loro, dovranno coprire con le loro tasse.

Qualcosa non funziona

Se poi entriamo nell’applicazione di questa norma, sembra che ci si trovi di fronte a una delle tante promesse irrealizzabili. Facciamo due calcoli: chi usufruisce oggi dei vantaggi ISEE?

INPS o altri Enti erogatori di bonus (pubblici e privati) inseriscono il parametro ISEE tra i requisiti perché questo indicatore ISEE valuta la situazione economica delle famiglie, tenendo conto del reddito di tutti i componenti, del loro patrimonio e di una scala di equivalenza che varia in base alla composizione del nucleo familiare.

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L’indicatore tiene conto di particolari situazioni di bisogno, prevedendo trattamenti di favore per i nuclei con tre o più figli o dove sono presenti persone con disabilità o non autosufficienti. Per chi vuole approfondire, il sito “Ti  Consiglio” collegato al quotidiano “La Repubblica” ha pubblicato la scala di equivalenza ISEE.

A differenza del semplice reddito, l’ISEE non indica quanto una persona guadagna (cioè il suo reale reddito), ma qual è la sua situazione economica complessiva e quella della sua famiglia. Un dato, insomma, molto più completo, perfetto come indicatore per selezionare i beneficiari di un determinato bonus.

I BONUS CON ISEE ATTIVI NEL 2023

E’ evidente che tutti queste facilitazioni sono state pensate per chi non riesce a permettersi a prezzo pieno alcuni prodotti o servizi di base e può chiedere, in base alla propria bassa capacità economica complessiva, di pagarli meno o di non pagarli affatto.

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Ma perché chi possiede un capitale, più o meno alto, in Titoli di Stato può provare a fingersi nullatenente?
E gravare sulle spalle di altri cittadini? Non sta in piedi.

Qualcuno ha calcolato il danno per lo Stato?

Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.

Areas of Expertise: economia, finanza, arte, cultura classica
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