Mps, Lovaglio in bilico, rinuncia alla corsa? Partita aperta per il vertice: tre nomi in pole per la guida

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Tra equilibri politici, pressione dei fondi e sfida industriale, il risiko sul nuovo amministratore delegato entra nella fase decisiva

La corsa per la guida del Monte dei Paschi di Siena si sta rapidamente trasformando in una partita a più livelli — finanziari, politici e industriali — con un esito tutt’altro che scontato. Secondo indiscrezioni sempre più convergenti, l’attuale amministratore delegato Luigi Lovaglio starebbe perdendo il sostegno di una parte rilevante dei fondi, e sta valutando persino un passo indietro. Parallelamente, si rafforzano tre candidature alternative: Giuseppe Castagna Palermo, Corrado Passera e Giampaolo Vivaldi.

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Lovaglio e il nodo dei fondi: consenso in erosione

Lovaglio, arrivato alla guida della banca nel momento più delicato del suo percorso recente, ha avuto il merito di riportare Mps in utile e di stabilizzare i conti dopo anni di crisi. Tuttavia, oggi il tema non è più il risanamento, ma il posizionamento strategico.

Alcuni investitori istituzionali ritengono che la fase successiva richieda un profilo diverso: maggiore spinta sulle aggregazioni, accelerazione sul fronte commerciale e capacità di dialogo con potenziali partner industriali

Questo cambio di aspettative spiegherebbe l’indebolimento del sostegno al CEO uscente.

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I tre nomi: profili diversi per tre scenari

Il confronto non è solo tra persone, ma tra modelli di banca.

Corrado Passera
Ex ministro e banchiere con esperienza in Intesa Sanpaolo, rappresenta un profilo “istituzionale” e di sistema. La sua eventuale nomina sarebbe letta come un segnale di forte discontinuità e di possibile apertura a operazioni straordinarie.

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Giuseppe Palermo
Manager con esperienza operativa e meno esposto mediaticamente, viene considerato un profilo più “tecnico”, capace di garantire continuità gestionale ma con maggiore dinamismo sul business.

Giampaolo Vivaldi
Profilo più defilato ma apprezzato in ambienti bancari, potrebbe rappresentare una soluzione di equilibrio tra continuità e rinnovamento.

Il vero tema: cosa fare di Mps

Dietro la scelta del nuovo amministratore delegato c’è una questione molto più ampia: il futuro stesso di Mps.

Tre gli scenari sul tavolo:

  • stand alone rafforzato, puntando su redditività e crescita organica
  • aggregazione con un altro gruppo bancario italiano o europeo
  • soluzione intermedia, con partnership industriali selettive

La decisione sul CEO sarà inevitabilmente coerente con una di queste opzioni.

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Piu, 11-12 novembre 2026

Il ruolo dello Stato e il fattore tempo

Il Tesoro italiano resta un attore chiave, ancora azionista rilevante della banca. Questo rende la partita ancora più complessa: da un lato prevalgono le logiche di mercato e dei fondi, ma dall’altro sono basilari le esigenze di stabilità del sistema bancario. Inoltre, il fattore tempo è cruciale. L’uscita dello Stato dal capitale già oggetto di impegni con Bruxelles impone scelte rapide e credibili.

Come viene letta la situazione dai mercati

Gli analisti osservano la situazione con attenzione ma senza allarmismi. Il mercato sembra scontare la solidità attuale dei conti, ma pone anche in evidenza l’incertezza sulla governance futura

Eventuali segnali chiari sul nuovo CEO potrebbero diventare un catalizzatore per il titolo, soprattutto se accompagnati da una strategia industriale definita.

La scelta del nuovo amministratore delegato di Mps non è solo una questione interna. È un passaggio che riguarda gli equilibri del sistema bancario italiano e il processo di consolidamento europeo, senza dimenticare il rapporto tra Stato e mercato nel settore finanziario.

Per questo motivo, la “corsa a tre” è solo la superficie di una partita molto più ampia, dove il vero nodo non è chi guiderà la banca, ma che tipo di banca Mps diventerà nei prossimi anni.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

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