Prosegue a Bruxelles l’ipotesi di tassazione agevolata per i biocarburanti. Anche l’Italia sta impegnandosi

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Tassazione agevolata per i biocarburanti  — 

biocarburanti sono combustibili rinnovabili “frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall’agricoltura, comprendente sostanze vegetali e animali, dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e l’acquacoltura, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti, compresi i rifiuti industriali e urbani di origine biologica” come definiti nella direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, modificata nel 2018.

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Secondo la Direttiva sulle energie rinnovabili, i paesi dell’UE sono obbligati a garantire che la quota di energia rinnovabile nel consumo finale di energia nei trasporti sia almeno del 14% entro il 2030, inclusa una quota minima del 3,5% di biocarburanti avanzati. Come il diesel convenzionale, il biodiesel deve essere conforme a una norma CEN, EN14214. Ciò garantisce qualità e prestazioni standard quando il FAME viene utilizzato in un motore diesel, sia come biodiesel puro sia come parte di una miscela diesel/biodiesel.

Per FAME si intende fatty acid metil esther (metilestere di acidi grassi). Si tratta di un liquido con caratteristiche molto simili a quelle del gasolio (ma più denso e con un potere calorifico inferiore) ottenuto a partire da oli vegetali (colza, girasole, brassicacee, ricino, cartamo…).

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Una possibile nuova tassazione dei biocarburanti

L’Europa ha in cantiere nuove norme per promuovere la transizione energetica e in questo senso in Italia opera anche la legge delega fiscale (legge n. 111/23). In un’ottica di semplificazione, efficienza e collaborazione il direttore generale delle finanze Giovanni Spalletta, durante la seconda giornata degli Stati generali dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli tenutasi a Roma, promuove la digitalizzazione dei dati e accenna una possibile nuova tassazione dei biocarburanti che preveda la possibilità di trasformare la struttura e la finalità delle accise nell’ottica di creare un incentivo per il consumo dei prodotti da biomassa. “Però si presenterà il problema di quantificare precisamente l’accisa nell’ipotesi in cui non si possa applicare il principio di equivalenza”. 

Il direttore delle dogane Roberto Alesse aggiunge “il nostro Paese rappresenterà una vera e propria avanguardia per sfruttare le potenzialità che hanno gli strumenti fiscali per promuovere il ricorso a prodotti energetici nel settore ambientale“.

Net zero sì, ma neutralità tecnologica

Secondo il ministro Pichetto Fratin, e ci riferiamo a quanto dichiarato lo scorso maggio al B7 di Confindustria “o abbandoniamo la sfida, o ci giochiamo tutto”  trasformando l’immondizia in materia prima. Anzi … “Giocare in difesa o tentare l’all-in. L’Italia deve puntare su capacitò trasformativa e inventiva da cui è nata la sua industria, che l’ha resa una delle 7 potenze economiche mondiali”.

Però questa transizione deve avvenire in un contesto di regole armonizzate, tra Paesi europei, ma anche nel mondo e di neutralità tecnologica: dove ogni tecnologia, purché validata scientificamente, abbia la possibilità di diventare strumento per efficientare il mix delle fonti.