La ferrovia Berlino – Baghdad, tra finanza, geopolitica e petrolio

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Le infrastrutture sono sempre state fondamentali per lo sviluppo dell’economia mondiale, canali, strade, ferrovie, oleodotti, tutte opere che hanno richiesto finanziamenti, accordi tra Stati, e che sono state causa persino di tensioni diplomatiche e guerre. Oggi parliamo di una di queste, la ferrovia Berlino – Baghdad.

I protagonisti di questa storia sono l’Impero Tedesco del Kaiser Guglielmo II e quello Ottomano. Il progetto della Berlino-Baghdad nacque dall’obbiettivo tedesco finalizzato a spezzare l’unità geopolitica dell’impero britannico e ad acquisire influenza in medio oriente, in particolare nella ricca area petrolifera di quello che oggi è l’Iraq. Nel 1903 i Tedeschi, che fin dal 1882 erano i finanziatori e i costruttori della rete ferroviaria all’interno dell‘impero ottomano, iniziarono a costruire la ferrovia. Gli oneri di pagamento furono accollati quasi tutti alla Germania (tra i principali finanziatori vi era Deutsche Bank), che ottenne in cambio contratti di allocazione su tutte le tratte, oltre che il diritto di sfruttamento del territorio per una fascia di 100 chilometri a cavallo del percorso della ferrovia.

Il petrolio della regione attorno a Bassora e lo sbocco al Golfo Persico erano la chiave economica dell’intera operazione, ma  e i Balcani, in particolare in Serbia, si doveva garantire la continuità territoriale indispensabile per la comunicazione tra l’Impero Ottomano e quello Tedesco. Per questo nel 1914 l’assassinio da parte di un agitatore serbo dell’arciduca austriaco Francesco Ferdinando a Sarajevo fu la miccia della prima guerra mondiale, anziché rimanere un’oscuro episodio della storia mitteleuropea. Tedeschi ed Austriaci volevano consolidare la loro sfera di influenza nei Balcani, tramite obbligato per l’accesso alle risorse dell’Impero Ottomano. Russi, Inglesi e Francesi non volevano che questa operazione riuscisse. La ferrovia fu ultimata solo nel 1940, ma a quel punto sia l’Impero Tedesco che quello Ottomano erano scomparsi, in quanto usciti disintegrati dalla Grande Guerra. Tuttavia se dalla ferrovia non passò alla fine l’agognato petrolio, vi passò la cultura, infatti come ricorda lo storico Bernard Lewis, grazie a quest’opera infrastrutturale arrivò la filosofia tedesca, che influenzò gli  intellettuali arabi e musulmani per tutti gli anni ‘30 e ‘40 del ‘900.

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