Le elezioni in Germania apriranno la strada a maggior flessibilità fiscale?

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Dopo tre anni di una complicata coalizione a tre partiti, il governo tedesco è caduto proprio quando sono giunti i risultati delle elezioni americane. Occorre tornare indietro di oltre due decenni per trovare un contesto economico analogo, con due anni consecutivi di contrazione della crescita in Germania.

Le elezioni anticipate dovrebbero tenersi il 23 febbraio 2025. È improbabile che l’incertezza politica in Europa, già elevata, in aumento e di molto superiore a quella degli Stati Uniti, si attenui in misura significativa prima di tale data. Le elezioni anticipate tedesche lasciano però la porta aperta a maggiori stimoli fiscali: la CDU, consapevole di non riuscire a raggiungere la maggioranza dei 2/3 nel nuovo Bundestag, necessaria a modificare la Costituzione, sembra sempre più disposta a discutere una riforma del freno al debito prima delle elezioni. Questo conferirebbe sicuramente margini di manovra sul piano fiscale al prossimo esecutivo che, secondo gli attuali sondaggi, potrebbe essere guidato dalla CDU.

Anche la Bundesbank ha già dato il via libera a una riforma del freno al debito, constatando le difficoltà indotte da questo vincolo di bilancio: “una valutazione critica delle priorità di politica economica è quasi certamente inevitabile e tale valutazione resterà all’ordine del giorno anche se il freno al debito dovesse essere riformato. La Bundesbank accetterebbe una riforma se utile per continuare a garantire solide finanze pubbliche”.

A nostro avviso, e dato il contesto tedesco, sembra probabile l’introduzione di una cosiddetta Golden rule, secondo la quale nel corso del ciclo economico il governo si potrà indebitare solo a fini di investimento e non per finanziare la spesa corrente.

In modo analogo al risultato delle presidenziali statunitensi, le proposte formulate da Mario Draghi di riformare radicalmente l’architettura economica europea per salvaguardare il futuro della sua competitività avrebbero dovuto fungere da monito, ma i Paesi europei appaiono divisi su questi temi. Appare quindi improbabile che il suo ambizioso piano venga attuato rapidamente.

Sul breve termine, le differenze politiche tra gli Stati membri e la resistenza a profonde riforme fiscali ne rendono difficile la realizzazione. Non riteniamo che un piano così ambizioso sarà attuato nel prossimo futuro, a causa del predominio degli interessi nazionali.

Tuttavia, sul medio termine, è possibile una svolta. Le elezioni anticipate in Germania potrebbero aprire la strada a una maggiore flessibilità fiscale, creando così un contesto più favorevole a riforme economiche più profonde e a un migliore coordinamento dell’integrazione europea.

 

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