Swisscanto AM: quanto splende davvero l’argento?

Cyrill Staubli, Portfolio Manager, Swisscanto Asset Management -

Mentre l’attenzione dei mercati resta concentrata sul rally dell’oro, anche l’argento ha vissuto un anno straordinario: da inizio 2025 il prezzo per oncia è aumentato di quasi il 70%, avvicinandosi ai massimi del 2011. Questo movimento è sostenuto da una combinazione di fattori strutturali e tattici.

Le ragioni del successo

L’argento è sempre più richiesto dall’industria, in particolare dal settore solare, dove è un componente essenziale delle celle fotovoltaiche. Anche elettronica e mobilità elettrica contribuiscono a una domanda crescente, rendendolo una materia prima chiave per la transizione energetica. A fronte di una domanda in continuo aumento, l’offerta resta invece rigida: lo sviluppo di nuove miniere procede lentamente, la produzione da riciclo non basta a colmare il divario e le scorte si stanno progressivamente riducendo.

Oltre a questi fattori strutturali, il contesto macroeconomico ha giocato un ruolo favorevole. Il recente indebolimento del dollaro statunitense e l’attesa di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve sostengono i metalli preziosi, che non generano interessi e sono quotati in USD. In un ambiente di tassi reali più bassi, l’argento diventa quindi più attraente come strumento di diversificazione. Sul piano geopolitico, poi, l’incertezza globale continua a spingere gli investitori verso i beni rifugio: tradizionalmente è l’oro a beneficiarne per primo, ma l’argento tende spesso a seguirne i movimenti, amplificandoli grazie alla sua maggiore volatilità e al prezzo più accessibile. Il forte rally dell’oro, infine, ha riacceso l’interesse anche per l’argento, percepito da molti investitori come un’alternativa “più economica”, ma con un potenziale di rivalutazione superiore in fasi di mercato favorevoli.

Opportunità di investimento

L’interesse degli investitori non è immotivato: l’argento può offrire opportunità di rendimento aggiuntive in fasi di inflazione elevata o di tensioni geopolitiche. Durante gli anni inflazionistici tra il 1977 e il 1979, ha sovraperformato l’oro di oltre il 250%;