Aerei, riserve di carburante fino a maggio. Le compagnie cancellano i voli, ecco quali
La guerra in Iran sta mettendo sotto forte pressione l’approvvigionamento di carburante per aerei in Europa, trasformandolo in una vera emergenza per il settore del trasporto aereo. Con la chiusura dello Stretto di Hormuz, le compagnie europee sono impegnate in una corsa ai fornitori alternativi e, come sottolineano gli analisti di Société Générale, si trovano a “lottare per ogni singolo carico”.

Secondo Benedict George, responsabile dei prezzi dei prodotti europei di Argus, il mercato è sempre più teso: il carburante è ancora disponibile, ma in quantità insufficienti a compensare il calo delle forniture provenienti dal Golfo.
L’Europa consuma circa 1,6 milioni di barili di jet fuel al giorno: 1,1 milioni sono coperti dalla produzione interna, mentre i restanti 500mila arrivano dall’estero, per tre quarti dal Medio Oriente. Un flusso oggi fortemente ridotto. Le importazioni dagli Stati Uniti sono aumentate sensibilmente — fino a circa 200mila barili al giorno rispetto ai 30-60mila precedenti alla crisi — ma non bastano a colmare il divario.
Esaurimento delle scorte in poche settimane
Già all’inizio di aprile l’Agenzia Internazionale dell’Energia aveva lanciato l’allarme, ipotizzando il rischio di esaurimento delle scorte nel giro di poche settimane. Gli analisti avvertono inoltre che le strategie di copertura adottate dalle compagnie aeree potrebbero rivelarsi insufficienti: “Pagare di più per l’energia è gestibile; non averla è una questione di vita o di morte”.
Le prime conseguenze sono già visibili. Lufthansa ha cancellato circa 20mila voli per risparmiare oltre 40mila tonnellate di carburante, pur prevedendo una stagione estiva relativamente stabile grazie alla copertura finanziaria dell’80% del fabbisogno 2026. Air France-KLM ha invece aumentato le tariffe: fino a 100 euro in più sui voli intercontinentali e rincari anche sulle altre tratte. Il gruppo IAG segnala un forte aumento dei prezzi del carburante, mentre easyJet, al momento, non registra interruzioni operative né prevede supplementi sui voli già prenotati.
Estate a rischio
In Italia, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha rassicurato il Parlamento, affermando che le riserve garantiscono operatività almeno fino alla fine di maggio e che non vi sono rischi immediati per la sicurezza o la continuità del sistema. Tuttavia, ha ricordato come circa il 50% del carburante aereo nazionale transiti attraverso Hormuz, evidenziando il rischio di una possibile riduzione dei voli qualora la crisi dovesse protrarsi.
Nonostante le criticità, il ministro ha sottolineato che la posizione italiana resta, al momento, più solida rispetto a quella di molti altri Paesi europei, pur senza escludere sviluppi negativi nel caso di un aggravamento del conflitto.





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