BCE prepara la stretta sui tassi mentre il falco tedesco spegne le ultime speranze di allentamento

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La notizia in sintesi:

  • Isabel Schnabel annuncia come “necessario” un rialzo dei tassi BCE nella riunione dell’11 giugno 2026.
  • L’inflazione dell’area euro ha raggiunto il 3% ad aprile e mostra segnali di ulteriore accelerazione.
  • La BCE, dopo sette riunioni senza modifiche, valuta almeno due rialzi per contenere lo shock petrolifero.
  • I mercati prezzano quasi con certezza due strette entro il 2027; possibile terzo rialzo con probabilità del 50%.

(Riassunto generato con AI).

Perché la BCE si prepara ad alzare i tassi a giugno

Chi guida il cambio di rotta nella politica monetaria dell’area euro è Isabel Schnabel, membro tedesco del Comitato esecutivo della Banca centrale europea. Cosa sta accadendo? La BCE considera ormai “necessario” un rialzo dei tassi nella riunione dell’11 giugno 2026, anche in presenza di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran.

Dove nasce la pressione? Dal nuovo shock petrolifero legato al conflitto nel Golfo, che ha danneggiato le infrastrutture energetiche e sta alimentando l’inflazione nell’area euro. Quando si è arrivati al punto di svolta? Dopo sette riunioni consecutive in cui i tassi sono rimasti invariati, a fronte di un’inflazione tornata al 3% ad aprile.

Perché la BCE non può più attendere? Per evitare che le tensioni sui prezzi energetici si trasmettano in modo permanente a salari, beni e servizi, innescando una spirale salari-prezzi difficile da domare.

Inflazione, petrolio e mercato: il punto di non ritorno per la BCE

Nel colloquio con Reuters, Isabel Schnabel sottolinea che, data “l’entità e la persistenza dell’attuale shock”, ignorare l’aumento dei prezzi dell’energia “non è più un’opzione”. A suo avviso, “sarà necessario un aumento dei tassi a giugno”.

La dirigente tedesca ritiene che l’istituto guidato da Christine Lagarde abbia superato lo scenario avverso precedentemente ipotizzato, che presupponeva una rapida normalizzazione del prezzo del petrolio. L’impatto dell’offerta energetica danneggiata nel Golfo si sta rivelando più grave e duraturo, con effetti già visibili sui prezzi al consumo europei.

L’ultimo dato disponibile evidenzia un’inflazione dell’area euro al 3% su base annua in aprile e tendenza all’ulteriore accelerazione. Per Schnabel, rinviare ancora la stretta significherebbe esporsi al rischio di effetti secondari: rincari trasferiti dall’energia al resto del paniere, fino alla spirale salari-prezzi, che costringerebbe la BCE a manovre successive ancora più aggressive.

Lo scenario di base BCE prevede oggi due rialzi dei tassi, segnale che una sola mossa a giugno potrebbe non bastare. I mercati monetari scontano praticamente come certa una doppia stretta entro il 2027, attribuendo una probabilità di circa il 50% anche a un terzo rialzo.

Il sondaggio condotto da Reuters tra gli economisti del settore del credito indica una visione leggermente meno restrittiva: ci si attende in media solo due rialzi, seguiti da eventuali tagli nella seconda metà del 2027, qualora l’inflazione tornasse stabilmente verso il target del 2%.

Ad oggi, dopo i tagli effettuati tra giugno 2024 e giugno 2025, i tassi BCE restano fermi – per la settima riunione consecutiva – al 2% sui depositi, 2,15% sulle operazioni di rifinanziamento principali e 2,40% sulle operazioni di rifinanziamento marginali.

Cosa cambia dopo giugno e il futuro della guida BCE

Se l’11 giugno 2026 arrivasse davvero il rialzo, si tratterebbe della prima stretta monetaria dalla riunione di settembre 2023, segnando la fine del ciclo accomodante post-crisi energetica. Christine Lagarde, intervistata da Fabio Fazio a Che Tempo che Fa, ha mantenuto il consueto “data dependent approach”, evitando di anticipare la direzione dei tassi e concentrandosi sui dati in arrivo.

Isabel Schnabel è stata invece più netta: “Stiamo osservando segnali crescenti del fatto che lo shock si sta estendendo ad altre componenti del paniere dei consumi”. Dopo giugno, tuttavia, anche lei sostiene che la BCE debba valutare riunione per riunione, senza pre-impegnarsi su un sentiero predefinito di rialzi.

In prospettiva, Schnabel non nasconde la disponibilità a succedere a Lagarde, il cui mandato alla guida della BCE scade nell’ottobre 2027: un elemento che potrebbe influenzare gli equilibri interni tra falchi e colombe nei prossimi due anni.

FAQ

Quando è previsto il prossimo rialzo dei tassi della BCE?

Il rialzo è indicato come probabile da Isabel Schnabel nella riunione del Consiglio direttivo dell’11 giugno 2026.

Di quanto è oggi l’inflazione nell’area euro?

L’inflazione dell’area euro è attualmente al 3% su base annua, con segnali di possibile ulteriore accelerazione nei prossimi mesi.

Quanti rialzi dei tassi si attendono i mercati finanziari?

I mercati monetari prezzano come quasi certa una doppia stretta BCE entro il 2027, attribuendo circa il 50% di probabilità a un terzo rialzo.

Quali sono oggi i principali tassi ufficiali della BCE?

I tassi BCE sono al 2% sui depositi, 2,15% sulle operazioni di rifinanziamento principali e 2,40% sulle operazioni di rifinanziamento marginali.

Da quali fonti è stata elaborata questa analisi sulla BCE?

L’analisi deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

  

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Editorial Director PhD, MBA, CPA, MD

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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