Data Center. La variabilità dei carichi generati dall’intelligenza artificiale. Il recupero del calore e le tecnologie di raffreddamento

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Mentre il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato il progetto di legge che regolamenta l’apertura di nuovi data center introducendo criteri che premiano il recupero delle aree dismesse, l’utilizzo di energie rinnovabili, il riuso del calore e l’integrazione con i territori, il settore si interroga su come queste infrastrutture possano evolvere da semplici consumatori di energia a veri attori della transizione energetica e digitale.

È in questo scenario che si inserisce il confronto andato in scena a Data Center Nation Milano, dove operatori, progettisti ed esperti del settore hanno discusso il ruolo dei data center nell’era dell’intelligenza artificiale, le opportunità offerte dal recupero energetico, il rapporto con le comunità locali e la necessità di costruire modelli di sviluppo sempre più sostenibili e integrati con le reti e i territori.

Anche quest’anno, Deerns Italia si è confermato tra i protagonisti del dibattito su uno dei temi più strategici per il futuro digitale ed energetico del Paese. Società di ingegneria specializzata nei building services e parte di un gruppo internazionale attivo in 10 Paesi, rappresenta un player di riferimento nella progettazione sostenibile di infrastrutture digitali. In questo ambito, Deerns Italia sviluppa soluzioni che integrano efficienza energetica, innovazione tecnologica e dialogo con il territorio, accompagnando l’evoluzione del data center da infrastruttura tecnica a nodo strategico dell’economia digitale ed energetica.

Durante l’evento, Mattia Mariani – Unit Director BPG (Building Performance Group, la divisione dedicata ai temi della sostenibilità di Deerns Italia) – è stato tra i protagonisti del panel “Prosumer Data Center: energy, territory and sustainability in the AI era,  dove ha evidenziato come il futuro dei data center non possa essere misurato soltanto in termini di capacità computazionale o disponibilità energetica, ma debba essere valutato anche per il valore che queste infrastrutture sono in grado di generare per l’ambiente, per le comunità e per il sistema energetico nel suo complesso.

Ci troviamo in una fase di transizione“, ha spiegato Mariani durante il dibattito. “Da un lato il data center sta già diventando un prosumer con una crescente attenzione verso l’approvvigionamento di energia rinnovabile, anche attraverso strumenti come i Power Purchase Agreement; dall’altro, il recupero del calore e l’integrazione con le reti energetiche stanno aprendo nuove possibilità per trasformare queste infrastrutture in attori attivi dell’ecosistema energetico“.

 Il ruolo dell’intelligenza artificiale

Uno dei temi più discussi è stato il ruolo dell’intelligenza artificiale. Se da un lato l’AI sta determinando un aumento della domanda di capacità computazionale e quindi dei consumi energetici, dall’altro rappresenta anche uno strumento fondamentale per migliorare l’efficienza delle infrastrutture. Secondo Mariani, l’intelligenza artificiale potrà infatti contribuire in modo significativo alla gestione intelligente dei carichi, all’ottimizzazione dei consumi e alla riduzione dei picchi di domanda energetica.

La variabilità dei carichi generati dall’intelligenza artificiale rappresenta una sfida importante per il settore”, ha osservato. “Proprio per questo l’AI può diventare parte della soluzione, aiutandoci a gestire meglio l’energia e a rendere più efficienti i sistemi. In futuro dovremo lavorare sempre di più insieme all’intelligenza artificiale per ridurre i consumi e migliorare la gestione energetica complessiva con strategie come quella del shift peak“.

I sistemi di liquid cooling

Grande attenzione è stata dedicata anche alle opportunità offerte dal recupero del calore e dall’evoluzione delle tecnologie di raffreddamento. L’adozione crescente di sistemi di liquid cooling, necessari per gestire le elevate densità di potenza richieste dalle applicazioni AI, consentirà infatti di recuperare calore a temperature più elevate rispetto al passato, rendendone più semplice e conveniente il riutilizzo del calore per reti di teleriscaldamento o l’alimentazione di edifici pubblici, come piscine, strutture sanitarie, scuole oppure in ambito industriale ad esempio nel Food & Beverage

Nel corso del panel è emerso inoltre come il concetto di data center sostenibile sia sempre più legato alla capacità di generare benefici tangibili per il territorio. Un tema particolarmente rilevante riguarda la crescita degli edge data center, infrastrutture distribuite e più vicine ai centri abitati che, oltre a garantire minore latenza e maggiore prossimità ai servizi digitali, possono favorire nuove forme di integrazione con le comunità locali.

Secondo Mariani, la vicinanza ai cittadini rende fondamentale lavorare sulla relazione tra infrastruttura e territorio, sia attraverso il recupero del calore sia attraverso soluzioni progettuali capaci di ridurre l’impatto visivo e migliorare l’inserimento urbanistico. “I data center dovranno essere sempre più in grado di restituire valore alle comunità che li ospitano“, ha evidenziato.

Il contributo alla rigenerazione urbana

Nel dibattito si è parlato anche della necessità di superare la tradizionale percezione dei data center come infrastrutture indesiderate, valorizzandone invece il contributo alla rigenerazione urbana, alla riqualificazione di aree industriali dismesse, alla creazione di occupazione qualificata e allo sviluppo delle economie locali. Una sfida che passa anche attraverso una comunicazione più efficace e una maggiore conoscenza del ruolo che queste infrastrutture svolgono nella vita quotidiana di cittadini e imprese.

Altro elemento centrale emerso dal confronto è il rapporto tra data center e sviluppo territoriale. La diffusione delle infrastrutture digitali nelle regioni può infatti favorire una gestione più efficiente dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, attraverso i sistemi di batterie, gestione del carico, domanda di energia costante, rappresentando il cuore delle smart grid sostenendo allo stesso tempo nuovi investimenti, occupazione e resilienza economica. In questo scenario i data center vengono sempre più considerati come catalizzatori di ecosistemi locali in cui energia, innovazione e sviluppo procedono di pari passo.

Il futuro dei data center non riguarda soltanto la capacità di elaborazione o la disponibilità di energia“, conclude Mariani. “Riguarda la capacità di creare connessioni tra infrastrutture, sistemi energetici e comunità. Solo attraverso questa integrazione sarà possibile costruire data center sempre più sostenibili, efficienti e capaci di generare valore condiviso“.

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