Turismo, estate 2026 in crescita: l’Italia resta meta sicura nonostante le tensioni globali
Il turismo italiano si conferma resiliente di fronte all’incertezza legata alla crisi geopolitica internazionale. Le prenotazioni per l’estate 2026 mostrano infatti un andamento positivo, secondo l’ultima indagine condotta da Isnart per Unioncamere su un campione di 2.500 imprese ricettive, nell’ambito dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo.

Italia destinazione sicura
Quasi un operatore su quattro (24,5%) segnala un incremento delle prenotazioni, mentre il 45% evidenzia una sostanziale stabilità rispetto all’estate 2025. Le tensioni internazionali stanno contribuendo a ridisegnare i flussi turistici globali, premiando destinazioni percepite come sicure e facilmente accessibili, tra cui l’Italia.
Si prevedono 171,8 milioni di presenze turistiche
Per i mesi di luglio e agosto, Isnart prevede complessivamente 171,8 milioni di presenze turistiche, di cui oltre 89 milioni generate da visitatori stranieri (pari al 52% del totale). Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si stima una crescita media del 4,6%, trainata soprattutto dalla domanda estera (+8,3%), mentre quella interna dovrebbe rimanere sostanzialmente stabile.
Segnali incoraggianti arrivano anche dal comparto dell’ospitalità alternativa, che registra già 9,6 milioni di prenotazioni per il cuore della stagione estiva 2026, in aumento del 18,4% rispetto agli 8,1 milioni dello stesso periodo del 2025. Le prenotazioni già acquisite rappresentano il 56,8% del totale registrato nell’estate precedente, contro il 47,6% rilevato nel 2024, indicando un anticipo sempre più marcato nella programmazione dei viaggi.
La domanda internazionale si rafforza, mentre quella domestica si mantiene stabile: il 48,7% degli operatori segnala una tenuta delle prenotazioni degli italiani e il 31,8% un aumento, percentuale che sale al 34,7% per i turisti stranieri. Tra i mercati più dinamici spiccano Regno Unito, Stati Uniti e Svizzera, seguiti dai principali Paesi europei.
Le imprese del settore hanno reagito all’incertezza puntando su maggiore flessibilità nelle prenotazioni, rafforzando i canali diretti (34,9%) e consolidando il mercato di prossimità, sia domestico che europeo, a scapito delle destinazioni a lungo raggio.
Sul fronte dei prezzi, i dati Isnart e Bmti su base Istat evidenziano un aumento dei servizi turistici: ad aprile 2026 ristoranti, bar e pizzerie registrano un +3,2% su base annua e oltre il 10% rispetto a tre anni fa. Anche il settore ricettivo segna un +1,7% annuo e un +13,9% rispetto al 2023, con incrementi più marcati per villaggi vacanze e campeggi (+7,1%).
“I dati consolidati del primo semestre e le previsioni per l’estate – commenta la presidente di Isnart, Loretta Credaro – confermano non solo la tenuta del turismo italiano, ma anche come la ‘voglia di Italia’ trovi nella crisi internazionale un ulteriore impulso. Nonostante le preoccupazioni legate all’aumento dei prezzi, le nostre destinazioni continuano a distinguersi per la capacità di offrire esperienze integrate, qualità dei servizi e accessibilità, rispondendo in particolare alla domanda internazionale”.





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