La Bce verso il rialzo dei tassi. L’11 giugno la decisione

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L’economia europea rallenta sotto il peso delle tensioni geopolitiche. Lo shock innescato dalla guerra in Iran e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz sta incidendo in modo significativo sull’attività economica, colpendo in particolare il comparto manifatturiero.

L’Italia mostra una maggiore tenuta

Secondo gli indici S&P, a maggio l’attività è scesa a 51,6, in calo rispetto al 52,2 di aprile, che rappresentava un massimo degli ultimi quattro anni. La Germania si avvicina alla stagnazione con un indice a 50,1, mentre l’Italia mostra una maggiore tenuta: grazie anche all’accumulo di scorte in un contesto di crescente incertezza, il dato italiano sale a 52,9, segnando il livello più alto degli ultimi quattro anni.

Nel complesso, considerando sia il settore dei servizi sia quello manifatturiero, S&P prevede una contrazione del Pil dell’area euro dello 0,1% nel secondo trimestre. Nonostante il quadro di rallentamento, la Banca Centrale Europea appare orientata a un nuovo rialzo dei tassi già a giugno, in assenza di segnali concreti di una soluzione a breve del conflitto in Medio Oriente.

La decisione sui tassi l’11 giugno

Un’indicazione in questa direzione arriva da Isabel Schnabel, membro del comitato esecutivo della BCE, secondo cui lo shock energetico non può più essere considerato temporaneo. La posizione di Schnabel, tradizionalmente su linee rigoriste ma aperta al confronto, si inserisce in un contesto in cui si allontanano le prospettive di una tregua duratura tra Israele e Stati Uniti da un lato e l’Iran dall’altro. Un’incertezza che aveva spinto la presidente Christine Lagarde a mantenere un atteggiamento prudente, rinviando ogni decisione all’11 giugno.

A rafforzare le preoccupazioni della BCE è anche l’andamento dell’inflazione. Le stime preliminari di Eurostat indicano per maggio 2026 un tasso annuo del 3,2% nell’area euro, in aumento rispetto al 3,0% di aprile. Tra le componenti, l’energia registra il rialzo più marcato, con un incremento del 10,9% su base annua. In Italia, l’inflazione ha già raggiunto il 3,2% a maggio, toccando i livelli più alti da settembre 2023.

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