Caffè, addio capsule si torna ai chicchi. Così i rincari trasformano le abitudini dei consumi in Europa
Il rincaro del caffè sta trasformando le abitudini di consumo in Europa. Si acquista meno, ma cresce l’attenzione alla qualità, con un aumento significativo della domanda di chicchi e di macchine domestiche dotate di macinacaffè. Un segnale chiaro del ridimensionamento del modello basato su capsule e cialde, per anni dominante nel consumo casalingo.

A leggere il cambiamento è Giuseppe Lavazza, presidente del gruppo, che in un’intervista al Financial Times definisce lo spostamento verso i chicchi «la tendenza più importante» del settore.
Il rincaro del caffè
Il comparto arriva da quattro anni complessi, segnati da maltempo, raccolti insufficienti e tensioni nelle forniture. Nel 2025 i prezzi di arabica e robusta hanno raggiunto livelli record, costringendo i torrefattori a ripetuti aumenti dei listini.
Tradizionalmente, l’industria compensa il rincaro dell’arabica incrementando l’uso della robusta nelle miscele. Tuttavia, il rialzo simultaneo delle due varietà ha ridotto drasticamente questa possibilità, trasferendo i costi lungo tutta la filiera fino al consumatore finale.
Un calo dei prezzi al dettaglio non sembra imminente. Lavazza esclude, per ora, riduzioni e non esclude ulteriori aumenti.
“Meno ma meglio”
La risposta dei consumatori non si limita alla riduzione dei volumi. Sempre più persone scelgono prodotti di qualità superiore, adottando un approccio sintetizzabile nel principio “meno ma meglio”.
L’obiettivo è replicare a casa l’esperienza del bar: il consumo diminuisce in quantità ma cresce in valore percepito. La macinatura al momento, resa accessibile dalla diffusione di macchine automatiche, consente un risultato più vicino a quello professionale.
In questo contesto, il sistema delle capsule perde centralità, dopo anni di crescita trainata da praticità e standardizzazione.
Boom dei chicchi in Europa
I dati confermano la tendenza: fino a maggio le vendite di chicchi sono aumentate del 35% in Francia, del 33% in Italia e del 31,2% in Germania. Proprio il mercato tedesco appare il più avanzato, con i chicchi ormai più diffusi del tradizionale macinato.
Particolarmente significativo il dato italiano, considerando la forte tradizione legata a espresso, moka e capsule. La crescita segnala una maggiore disponibilità a investire in attrezzature domestiche e in prodotti di fascia più alta.
Una svolta nata con la pandemia
L’origine del cambiamento risale alla pandemia. La chiusura dei bar e il lavoro da casa hanno spinto molte famiglie a dotarsi di macchine più evolute. Quella che inizialmente sembrava una soluzione temporanea si è consolidata in abitudine.
Anche con il ritorno alla normalità, il consumo domestico è rimasto centrale, assumendo i contorni di un rito personale, con attenzione a miscela, macinatura e preparazione.





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