Bruxelles impone nuove regole a Google: più concorrenza su AI e motore di ricerca

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La Commissione europea ha adottato due pacchetti di misure vincolanti nei confronti di Google nell’ambito del Digital Markets Act (DMA), con l’obiettivo di rafforzare la concorrenza nei mercati dell’intelligenza artificiale e dei motori di ricerca.

AI, apertura alla concorrenza

Il primo intervento punta a garantire pari condizioni di accesso alle funzionalità dei dispositivi Android per i servizi di intelligenza artificiale concorrenti. In questo modo, soluzioni alternative potranno competere direttamente con i sistemi sviluppati da Google, come Gemini, finora avvantaggiati da un’integrazione più profonda nel sistema operativo.

Condivisione dei dati di ricerca

Il secondo pacchetto riguarda invece la condivisione dei dati di ricerca: Bruxelles chiede a Google di rendere accessibili, in forma anonimizzata, informazioni finora disponibili solo per il proprio motore di ricerca. L’obiettivo è favorire lo sviluppo di piattaforme alternative e stimolare l’innovazione, anche in ambito privacy.

«Stiamo attraversando una profonda trasformazione digitale», ha dichiarato Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva della Commissione per la transizione pulita, giusta e competitiva. «Dobbiamo garantire che questo processo sia equo e che i cittadini possano scegliere. Le nuove regole aiuteranno operatori più piccoli a competere, tutelando al contempo la privacy».

Assistenti AI più integrati su Android

Oggi gli assistenti AI di terze parti su Android dispongono di accessi limitati alle funzioni chiave del sistema. Le nuove misure imporranno a Google di consentire un’integrazione più ampia: gli utenti potranno attivare assistenti alternativi tramite comandi vocali e utilizzarli per svolgere attività nelle app, come prenotare servizi, generare risposte o ottenere informazioni contestuali.

Dati di ricerca e tutela della privacy

Sul fronte dei dati, la Commissione stabilisce criteri precisi per la condivisione, imponendo un sistema multilivello di anonimizzazione sviluppato in collaborazione con esperti di privacy e in linea con il GDPR. Le misure definiscono anche un modello trasparente per l’accesso e il prezzo dei dati.

Secondo Bruxelles, queste regole consentiranno alle aziende di offrire agli utenti europei una gamma più ampia di servizi, sia nel campo dell’AI sia nella ricerca online.

La replica di Google

Critica la posizione di Google. «Queste decisioni rischiano di compromettere tutele fondamentali per la privacy e la sicurezza di milioni di europei», ha affermato Kent Walker, presidente degli Affari globali di Google e Alphabet.

Secondo l’azienda, le nuove disposizioni potrebbero esporre i dispositivi a rischi, concedendo autorizzazioni sensibili ad applicazioni esterne senza adeguate garanzie. Inoltre, la condivisione dei dati di ricerca potrebbe, a suo avviso, mettere in pericolo informazioni personali e commerciali, oltre a sollevare questioni di sicurezza nazionale.

Google sostiene di aver già proposto soluzioni compatibili con gli obiettivi del DMA, accusando la Commissione di non aver tenuto conto dei potenziali impatti negativi per utenti e imprese.

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