Caso Roggero, condanna definitiva: il gioielliere si costituisce in carcere. Scontro politico sulla sentenza
Mario Roggero, il gioielliere condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione a 14 anni e 9 mesi di reclusione per l’uccisione di due rapinatori, si è costituito nel carcere di Fossano. La sentenza, emessa mercoledì 15 luglio, chiude l’iter giudiziario relativo ai fatti avvenuti il 28 aprile 2021 a Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo.

Roggero riconosciuto colpevole
La Suprema Corte ha confermato la condanna stabilita in appello, riducendo la pena rispetto ai 17 anni inflitti in primo grado. Roggero era stato riconosciuto colpevole dell’omicidio di Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli, due dei tre uomini che avevano appena compiuto una rapina nella sua gioielleria. Confermato anche l’anticipo del risarcimento alle famiglie delle vittime, pari a 780 mila euro.
Secondo la ricostruzione dei giudici, i tre rapinatori entrarono nel negozio intorno alle 18:45, minacciando Roggero, la moglie e la figlia con coltelli e armi poi risultate finte. Dopo aver svuotato la cassaforte, i malviventi tentarono la fuga in auto. A quel punto il gioielliere esplose diversi colpi di pistola contro di loro, inseguendoli anche all’esterno del negozio. Due rapinatori morirono, mentre il terzo, Alessandro Modica, rimase ferito ma sopravvisse. Le indagini accertarono inoltre che uno dei rapinatori, Spinelli, fu colpito con calci mentre era già a terra.
La difesa aveva sostenuto la legittima difesa, ma i giudici hanno ritenuto che l’azione fosse avvenuta quando il pericolo non era più immediato, configurando così l’eccesso colposo.
Le reazioni politiche
La sentenza ha suscitato forti reazioni nel panorama politico. Il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ha criticato duramente la decisione: «Per me quella non è giustizia», ha dichiarato, annunciando l’intenzione del centrodestra di promuovere una richiesta di grazia per Roggero.
Sulla stessa linea i gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e altre forze di centrodestra, che hanno avviato una raccolta firme per chiedere al Ministero della Giustizia la concessione della grazia. In una nota congiunta, i firmatari sottolineano come, «al di là degli aspetti giuridici», la vicenda meriti «una risposta immediata», anche alla luce dell’età dell’imputato.
Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto è intervenuto sul caso, esprimendo perplessità sulla decisione: «È stata applicata la legge? Probabilmente sì. È giusto? Per me no», ha scritto sui social, definendo la vicenda «ingiusta e difficile da accettare» e auspicando che si trovi una soluzione per consentire a Roggero di tornare a casa.





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