New York frena sui data center: stop di un anno ai nuovi impianti per l’intelligenza artificiale. Impatto e costi
L’espansione dell’intelligenza artificiale continua ad alimentare la corsa globale alla costruzione di data center, ma dallo Stato di New York arriva un segnale in controtendenza. La governatrice Kathy Hochul ha infatti firmato una moratoria di un anno sulla realizzazione dei grandi impianti, con l’obiettivo di contenere l’impatto crescente di queste infrastrutture su rete elettrica, risorse idriche e costi energetici per i cittadini.

Si tratta del primo provvedimento di questo tipo negli Stati Uniti, destinato ad aprire un ampio dibattito su come conciliare lo sviluppo tecnologico con la sostenibilità ambientale ed energetica.
Impatto dai data center
La sospensione, della durata massima di dodici mesi, riguarda i grandi data center destinati a sostenere lo sviluppo dell’IA. Durante questo periodo, le autorità statali analizzeranno gli effetti delle nuove installazioni sul sistema energetico e predisporranno una valutazione ambientale complessiva. L’obiettivo è definire criteri uniformi per la realizzazione dei futuri impianti.
“Di fronte al rischio di un aumento delle bollette, all’esaurimento delle risorse naturali e all’incertezza per i cittadini, è mia responsabilità intervenire e guidare”, ha dichiarato Hochul.
Quali impianti sono coinvolti
Il provvedimento si applica ai data center con un fabbisogno energetico pari o superiore a 50 megawatt. Parallelamente, il Parlamento statale ha già approvato una proposta di legge più ampia, che estenderebbe le restrizioni anche agli impianti sopra i 20 megawatt, ma il testo non è ancora stato firmato dalla governatrice.
Nel frattempo, il Dipartimento per la Conservazione Ambientale non rilascerà nuovi permessi discrezionali per i progetti non ancora completati.
Energia e costi al centro del dibattito
La decisione si inserisce in un confronto sempre più acceso negli Stati Uniti sul rapido sviluppo delle infrastrutture necessarie all’intelligenza artificiale. Mentre le grandi aziende tecnologiche accelerano gli investimenti, cresce la preoccupazione per l’impatto sulle reti elettriche, sulle risorse idriche e sulle comunità locali.
Secondo i dati dell’amministrazione statale, dal 2019 il prezzo medio dell’energia elettrica per gli utenti residenziali a New York è aumentato di circa il 68%, contribuendo ad alimentare il dibattito pubblico.
Un sondaggio del Siena Research Institute indica inoltre che il 46% dei cittadini è favorevole alla moratoria, mentre il 21% si dichiara contrario, segno di un’opinione pubblica ancora divisa su come bilanciare innovazione e sostenibilità.





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