Banca Valsabbina, nel 2019 utile a 20,3 milioni (+33,7%)

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Il Consiglio di Amministrazione di Banca Valsabbina ha approvato,  nella seduta del 26 febbraio 2020, il progetto di bilancio al 31 dicembre 2019, che evidenzia un utile netto di € 20,3 milioni (utile lordo € 25,7 milioni), risultato di una solida crescita delle masse amministrate (raccolta, risparmio gestito ed impieghi), della prosecuzione del processo di riduzione dei crediti deteriorati e delle politiche di diversificazione delle attività, previste dal piano strategico e attivate dalla Banca.

All’Assemblea dei soci verrà proposta la distribuzione di un dividendo unitario complessivo di € 0,23, da corrispondersi nella misura di € 0,18 in denaro ed € 0,05 in azioni, nel rapporto di una azione assegnata ogni 88 possedute. Il dividendo percepito – rapportato all’attuale quotazione del titolo sociale di € 4,38 – corrisponde ad un rendimento del 5,25%.

A fine periodo la raccolta diretta è stata pari a € 3.830 milioni, in crescita del 18,09% rispetto al 31 dicembre 2018. La crescita marcata delle masse è riconducibile all’accelerazione delle politiche commerciali contestualmente all’apertura di sportelli in zone geografiche prima non coperte, ove la Banca ha saputo proporsi, fin da subito, come attore attivo nel mercato. Molto positivo l’aumento della raccolta sui conti correnti (+15,41%) e dei time deposit (+41,95%). L’importante incremento di quest’ultima categoria è da attribuire anche al prodotto “Conto Twist” – conto deposito completamente on-line lanciato a fine 2018 – che ha permesso, grazie a condizioni competitive, di raggiungere nuova clientela anche dislocata in territori nei quali la Banca non è presente. Al 31 dicembre 2019 i “Conti Twist” in essere sono n. 1.200 per depositi complessivi di circa € 88 milioni.

La raccolta indiretta da clientela si colloca a € 2 miliardi e 111 milioni in aumento del 16,75% rispetto al valore al 31 dicembre 2018 grazie al positivo andamento delle sottoscrizioni di fondi comuni (+24,97%), della raccolta assicurativa (+12,16%) ed in generale delle quotazioni sui mercati finanziari nel corso del 2019. Il risparmio gestito ammonta così a € 1.281 milioni registrando un aumento complessivo del 19,75% e passando dal 59,16% al 60,68% del totale della raccolta indiretta. Il raggiungimento di tali risultati è stato possibile grazie all’ampia gamma di prodotti – tra i migliori sul mercato – ed al potenziamento del comparto “Private” con la formazione e l’inserimento di numerose figure professionali.

Gli impieghi – finanziamenti a clientela in bonis (al netto quindi delle cessioni di deteriorati) sono pari ad € 2.960 milioni, evidenziando una crescita del 4,09% rispetto al 31 dicembre 2018. A tale dinamica concorrono l’effettiva espansione della Banca che ha generato nuova clientela e nuove opportunità di sostenere privati e piccole e medie imprese.

Nella stessa logica di potenziamento della struttura e della qualità dell’offerta, sono stati concepiti ormai da tempo strumenti qualificati, quali i finanziamenti garantiti da MCC ai sensi della legge 662/1996 – erogati n. 1.200 prestiti per un totale di € 234 milioni – o, in tempi più recenti, strumenti assistiti dalla garanzia del Fondo Europeo Investimenti con il quale è stato rinnovato il plafond per € 50 milioni per altri due anni. Complessivamente sono già stati erogati circa 60 milioni alle imprese nell’ambito del programma InnovFin.

Infine, nell’ambito dei programmi di acquisto crediti vantati dalle imprese verso la Pubblica Amministrazione, attuati principalmente mediante il veicolo “Valsabbina Investimenti”, al 31 dicembre 2019 i crediti in essere hanno raggiunto i 200 milioni, permettendo a molte PMI fornitrici di enti pubblici di accorciare sensibilmente i tempi di incasso dei propri crediti.

I crediti deteriorati si sono ulteriormente ridotti nell’ultimo anno, anticipando le previsioni del Piano NPL presentato all’Organo di Vigilanza. L’importo complessivo dei crediti deteriorati lordi passa dai € 430 milioni del 2018 ai € 303 milioni di fine 2019 (- € 127 milioni). Assume rilevanza sostanziale l’incidenza dei crediti deteriorati lordi sul totale dei finanziamenti lordi (NPL Ratio lordo), che si porta dal 13,03% di fine 2018 al 9,23% del 31 dicembre 2019.

La diminuzione delle sofferenze, oltre alle attività di recupero ordinarie, è dovuta ad attività di derisking adottate dalla Banca. Nel corso del 2019, infatti, sono state concluse cessioni per € 100 milioni di crediti a sofferenza.

Il tasso di copertura dei crediti deteriorati è passato dal 47,74% al 41,80%. Le consistenti cessioni di sofferenze, più coperte rispetto alle posizioni gestite in continuità, hanno avuto come conseguenza una riduzione del tasso di copertura medio registrato, che rimane comunque prudenziale rispetto alle aspettative di recupero dei crediti stessi.

Il piano strategico NPL 2019-2021 della Banca prevedeva il raggiungimento per l’esercizio in esame di un NPLs ratio lordo del 9,8% e un NPLs ratio netto del 6,5%. Si conferma, quindi, il conseguimento degli obiettivi in anticipo rispetto ai piani. Inoltre il “texas ratio” (rapporto tra i crediti deteriorati netti e il patrimonio al netto delle attività immateriali) si è conseguentemente ridotto passando dal 69,94% al 31 dicembre 2018 al 52,33% alla fine del 2019.

Il patrimonio netto al 31 dicembre 2019 ammonta ad € 346,7 milioni, in aumento del 4,82% rispetto all’anno precedente. L’importo tiene conto dell’allocazione proposta del risultato di esercizio. I coefficienti patrimoniali di vigilanza (c.d. phased-in) si confermano solidi e largamente superiori alla media del sistema Bancario Italiano e a quanto richiesto dalle Autorità di Vigilanza. Il Common Equity Tier 1 (CET1) e Total Capital Ratio ammontano rispettivamente al 14,43% e 15,77%.

La compagine sociale ha avuto un leggero ma significativo incremento (+1,8%) rispetto all’anno precedente, confermando Banca Valsabbina una delle realtà più partecipate tra tutte le popolari. In valore assoluto il numero dei soci è passato da 39.119 al 31 dicembre 2018 a 39.719 di fine 2019.

Il numero dei conti correnti aperti presso gli sportelli fisici della Banca risulta ancora in sensibile aumento, passando da n. 83.010 a n. 87.653 (+5,6%). La crescita dei conti correnti è testimonianza dell’efficacia della strategia adottata dalla Banca, che punta a creare presidi nei principali capoluoghi di provincia del Nord Italia, al fine di raggiungere un sempre maggior numero di clienti.

Il margine di interesse si attesta ad € 73 milioni, in aumento (+3,27%) rispetto al 2018. Il margine di interesse legato all’operatività della clientela – ovvero interessi attivi su crediti per mutui e finanziamenti e passivi su debiti verso la clientela e titoli in circolazione – rimane in linea con il risultato del periodo precedente, mentre più che positivo è stato l’apporto fornito dai nuovi business, tra cui in particolare l’acquisto di crediti verso la Pubblica Amministrazione.

Le commissioni nette ammontano ad € 36 milioni, con un significativo incremento (+14,83%) rispetto all’anno precedente. L’incremento è da ricondurre alle commissioni rivenienti dai rapporti con la clientela (+€ 2,3 milioni) e a quelle derivanti da servizi di gestione ed intermediazione che risultano in crescita di € 2,7 milioni. Tale favorevole andamento è ascrivibile in particolare agli ottimi risultati commerciali nel collocamento di prodotti quali l’erogazione del credito al consumo e del risparmio gestito.

Il margine di intermediazione, pari ad € 125,7 milioni, registra un incremento del 19,13%. Alla sua formazione, oltre che al margine di interesse e alle commissioni nette, concorrono competenze direttamente riconducibili a dividendi e proventi da negoziazione. In particolare, hanno positivamente influito gli utili su attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (€ 12,4 milioni contro € 6,4 milioni del 2018).

Le rettifiche di valore su attività finanziarie valutate al costo ammortizzato e al fair value con impatto sulla Redditività complessiva, al netto delle riprese, ammontano ad € 17,4 milioni (€ 14,3 milioni nell’esercizio precedente).

Il risultato netto della gestione finanziaria si attesta, alla luce di quanto sopra illustrato, a € 107,7 milioni contro i 91 del 2018 (+18,43%).

I costi operativi ammontano ad € 81,5 milioni, contro gli € 74,6 milioni dell’anno 2018 (+9,18%) riflettendo l’incremento dei dipendenti in organico e investimenti necessari a sostenere la crescita dell’Istituto. Si segnala, inoltre, un’iscrizione di maggiori costi per circa € 1,9 milioni conseguente all’applicazione del nuovo principio contabile IFRS 16 relativo al costo degli affitti passivi.

Il cost income, dato dal rapporto tra costi operativi e margine d’intermediazione, è pari al 64,82%.

L’utile ante imposte risulta di € 25,7 milioni, contro i 15,9 del 2018 mentre l’utile netto è di € 20,3 milioni rispetto ai 15,2 dello scorso anno. Risulta in aumento l’incidenza delle imposte, con il tax rate che passa dal 5,1% al 21,5%. Il risultato d’esercizio rispecchia la capacità della Banca di ottenere apprezzabili margini economici in un contesto estremamente competitivo e caratterizzato da tassi d’interesse ai minimi storici.