Back to Covid: nuova linfa per i titoli tecnologici

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La propensione al rischio rimane ben lontana da dove dovrebbe essere poiché i governi stanno introducendo nuove misure di restrizione contro la terza ondata di contaminazione da Covid. Ritardare la riapertura dell’attività significa anche ritardare la ripresa economica per almeno un altro mese e le economie faticano a trovare carburante per raggiungere la fine di questo lungo tunnel. A peggiorare le cose, nuovi timori circondano il vaccino AstraZeneca, sulle voci secondo cui gli ultimi risultati pubblicati negli Stati Uniti e che mostrano l’efficacia del vaccino potrebbero essere superati per la mancanza di dati aggiornati.

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Pfizer, d’altra parte, sta lavorando su un farmaco terapeutico Covid, su una pillola che potrebbe essere presa ai primi segni di infezione o aiutare a prevenirla prima che diventi grave. Questo potrebbe essere un punto di svolta, come afferma il Chief Scientific Officer dell’azienda.

Ma per ora, il mondo è bloccato dalla carenza di vaccini, dai risultati dei test obsoleti di AstraZeneca che scuote la fiducia generale e dalla terza ondata pandemica che bussa alla porta. Il petrolio resta sotto la pressione di una ripresa ritardata. Il greggio WTI estende le perdite al di sotto dei 60 dollari al barile. I fattori di supporto del prezzo sono rari o temporanei. L’abbondanza di offerta e le prospettive di una ripresa ritardata della domanda globale dovrebbero continuare a pesare sui prezzi del petrolio nel prossimo futuro. Ultimamente, la formazione ribassista dei prezzi del petrolio ha deluso le speranze di vedere il prezzo di un barile vicino al livello di $ 100. Ci sono ragioni più forti per un’ulteriore correzione al ribasso nei mercati petroliferi. Il prossimo obiettivo plausibile per i ribassisti è di $ 52 al barile, la media mobile a 100 giorni.

In queste circostanze, i dati PMI di oggi per marzo non saranno molto significativi. I numeri deboli continueranno a pesare sulle prospettive di ripresa economica, mentre quelli più robusti saranno probabilmente temporanei poiché l’attività economica dovrebbe subire un altro colpo a seguito delle ultime misure di blocco in molti Paesi.

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Sul fronte politico, il capo della Fed Jerome Powell ha ribadito ieri nella sua testimonianza davanti alla Camera che l’inflazione non esploderà e un suo eventuale aumento non durerà abbastanza a lungo da compromettere l’obiettivo medio di inflazione del 2% della Fed e tale da richiedere un inasprimento tempestivo delle politiche monetarie.

In tutti i casi, la pratica rende perfetti. Sembra che esista una correlazione tra il numero di volte in cui Jerome Powell ripete che gli investitori non dovrebbero preoccuparsi dell’inflazione e la diminuzione dell’ansia degli investitori. Il rendimento degli Stati Uniti a 10 anni è inferiore all’1,60%. Il dollaro USA rimane forte, ma dovrebbe indebolirsi se la propensione al rischio migliora. Mentre stiamo tornando alla realtà del mondo dominato dalla pandemia e dalle chiusure, i titoli tecnologici potrebbero trarne vantaggio e salire un altro po’.

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I futures sull Nasdaq hanno sovraperformato in Asia, sostendendo la narrativa per cui gli investitori potrebbero tornare dai loro “beniamini tecnologici” per almeno un’altra spinta record, prima che il tema della reflazione ritorni ad alzare la testa.

Sul fronte valutario, l’EURUSD è scivolato al di sotto della media mobile a 200 giorni per la prima volta da maggio, principalmente alimentato da un dollaro USA ampiamente più forte. Tuttavia, le prospettive di una ripresa ritardata e un certo allentamento dei rendimenti statunitensi potrebbero incoraggiare nel breve periodo alcuni acquisti on the dip intorno alla soglia di 1,18.

Il trend medio-lungo sul cross rimane tuttavia negativo.

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