Cima in vista

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Come è ben noto agli alpinisti, la vista della cima infonde una nuova spinta di energia per percorrere gli ultimi metri. La reazione dei mercati finanziari, tuttavia, tende a essere diversa. In passato si sono registrate pause nel trend al rialzo dei mercati azionari quando il momentum sull’espansione economica o le sorprese positive in termini di crescita e utili sembravano in prossimità di un picco.

Ora ci si chiede se gli USA, il motore della crescita globale degli ultimi mesi, si stiano avvicinando a tale picco. In maggio la significativa ripresa nel settore dei servizi ha spinto il PMI composito preliminare a 68,1, un livello record che comunque non sembra sostenibile nel prossimo futuro. Le stime di consensus sulla crescita USA nel 2021 sono state alzate dal 4% circa di inizio anno all’attuale 6,5% circa. Inoltre, il rapporto tra revisioni al rialzo e al ribasso delle attese sugli utili per le società dell’indice S&P500 è salito a livelli molto alti dopo l’ottima stagione di pubblicazione dei bilanci relativa al primo trimestre.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Nelle altre aree geografiche i tassi di crescita sono ancora lontani dal picco, oppure potrebbero averlo già superato. Prendiamo ad esempio l’Area Euro, dove il settore dei servizi ha appena iniziato a ridestarsi dalla letargia causata dalla Covid-19 pur in presenza di una fervente attività nel comparto manifatturiero, quantomeno in Germania. Anche in Cina si registra un’accelerazione nei servizi mentre altri indicatori, come l’attività di finanziamento, sembrano aver già superato il picco visto che nel Paese la lotta al coronavirus è in fase più avanzata rispetto al resto del mondo. Di certo il rallentamento è in parte ascrivibile alla volontà del governo di arginare il surriscaldamento latente, ad esempio nel real estate, e spianare la strada alla crescita sostenibile.

La settimana prossima

Dopo la breve pausa della scorsa settimana, a inizio giugno è prevista la pubblicazione di numerosi dati economici. I nuovi PMI faranno chiarezza circa i trend di crescita a livello di area geografica e settoriale, in particolare alla luce della riapertura delle attività economiche in molti Paesi avanzati. È probabile che in diversi casi le solide stime flash saranno confermate.

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Venerdì conosceremo il dato più importante: sarà infatti resa nota l’indagine sul mercato del lavoro USA di maggio. Verosimilmente ci sarà un netto miglioramento dopo i dati molto deludenti di aprile; dopo tutto, dal mercato del lavoro sono giunti segnali preliminari piuttosto incoraggianti. In ogni caso negli Stati Uniti il rientro della forza lavoro sul mercato appare alquanto lento. L’attenzione si concentrerà anche sulle retribuzioni orarie dato che la questione dell’inflazione assume sempre maggior rilevanza. In tale contesto, attendiamo con interesse anche le stime flash del CPI di maggio per l’Area Euro (martedì). Gli effetti base, l’aumento della domanda e le strozzature nell’offerta di numerosi prodotti (intermedi) potrebbero determinare un rialzo dell’inflazione a livelli prossimi o addirittura superiori al target della BCE, appena inferiore al 2%, per la prima volta dal 2018.

A inizio settimana saranno pubblicati i dati preliminari sulla produzione industriale e le vendite al dettaglio di aprile in Giappone. Nel Paese la campagna vaccinale procede a rilento, uno dei motivi del riacutizzarsi dei timori circa l’economia locale. Tuttavia, la domanda all’esportazione e la produzione hanno evidenziato una ripresa abbastanza convincente sulla scia dell’accelerazione globale.

Crescita USA: picco atteso nel prossimo futuro

La riapertura dell’economia, i consistenti stimoli fiscali e una politica monetaria ancora accomodante sostengono il nostro scenario di base che prevede una crescita globale molto solida nel 2021. In ogni caso, poiché negli USA il momentumsulla crescita appare prossimo al picco, le azioni statunitensi potrebbero essere più vulnerabili a correzioni, dato che i mercati scontano sempre più un significativo boom post Covid-19. Al contempo, non si esclude una sovraperformance dei mercati Europei favorita dal consolidamento della dinamica di ripresa nel continente. Tale eventualità potrebbe anche avere effetti positivi sull’Europa orientale, un’area che è rimasta in secondo piano per qualche tempo.

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