Ecco perché non vedremo una reazione negativa al dato sull’inflazione!

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L’inflazione cinese ha raggiunto il massimo da 13 mesi in ottobre e i prezzi alla produzione hanno superato il 13%. E più tardi nella giornata di oggi, i dati sull’inflazione degli Stati Uniti probabilmente confermeranno un ulteriore surriscaldamento dei prezzi al consumo americani anche per il mese scorso.

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Piu, 11-12 novembre 2026

Un consenso di stime degli analisti indica che l’indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti potrebbe essere aumentato al 5,8% in ottobre dal 5,4% registrato un mese prima. Il trend positivo dell’inflazione è un po’ troppo dinamico per definirlo “transitorio” e non sappiamo nemmeno quando si stabilizzerà. Le banche infatti hanno smesso di definirla tale molto tempo fa, e ora, potrebbe succedere qualsiasi cosa!

Ma la cosa interessante è che le colombe della Federal Reserve (Fed) trovano ancora il modo di rimanere al comando del mercato. L’ultima notizia che Lael Brainard si è recata per un “colloquio di lavoro” alla Casa Bianca per diventare il prossimo Presidente della Fed sta fornendo alle colombe un discreto impulso al momento, poiché Brainard è vista come un candidato più accomodante di Jerome Powell.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Ma cosa potrebbe fare? Certamente non può fermare il tapering del QE, non può abbassare i tassi di interesse e non può nemmeno respingere le aspettative di aumento dei tassi con l’inflazione che sale a tale velocità.

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Una cosa è certa, l’aumento dell’inflazione non sembra inasprire l’umore del mercato tanto quanto successo un paio di mesi prima, poiché gli investitori sono ben consapevoli che la Fed continuerà a chiudere un occhio sul problema, indipendentemente da chi prenderà il timone a febbraio. Pertanto, potremmo non vedere una reazione negativa del mercato al surriscaldamento dell’inflazione.

È anche importante notare che i rendimenti reali sono sottoposti a una discreta pressione e che gli asset a basso rischio e basso rendimento ora hanno rendimenti sempre più negativi se adeguati all’inflazione. I rendimenti reali negativi fanno sembrare i mercati azionari l’unica alternativa per affrontare l’aumento dell’inflazione, oltre alle criptovalute, ovviamente!

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