Dubai rilancia in Europa: eventi, design italiano e investimenti per superare i pregiudizi sul real estate
Dopo mesi segnati da una comunicazione spesso allarmistica sul Medio Oriente e sul mercato immobiliare emiratino, gli operatori internazionali del real estate legati a Dubai scelgono di ripartire dall’Europa con una nuova strategia: meno narrazione geopolitica e più focus sul prodotto, sugli investimenti e sulle partnership internazionali.
— di Annachiara De Rubeis —
È questa la direzione intrapresa da un gruppo immobiliare attivo tra Emirati, Europa e Stati Uniti, che negli ultimi mesi ha organizzato eventi internazionali tra Milano, Roma, Lecce, Londra, Miami, Turchia e India, con l’obiettivo di rafforzare la presenza del brand Danube Properties sui mercati occidentali.

La strategia punta anche a ridefinire il posizionamento dell’azienda, orientata a una dimensione globale. “L’obiettivo è far percepire il brand come internazionale e sempre più integrato con il mercato europeo, soprattutto italiano”, spiega Mohamed Ali, responsabile delle vendite in Europa dal management europeo della società.
Il design italiano entra nel real estate di Dubai
Uno dei pilastri della nuova espansione riguarda il legame con il Made in Italy. Gli sviluppi immobiliari promossi dal gruppo vengono infatti proposti completamente arredati, con una forte componente di design e fornitura italiana.
In questo percorso si inserisce anche la recente collaborazione con il brand italiano Dolce Vita, specializzato in arredi di fascia alta. La partnership punta a valorizzare l’estetica italiana all’interno dei progetti residenziali destinati agli investitori internazionali.
Obiettivo Europa: espansione e nuovi investitori
L’Europa rappresenta oggi una delle aree strategiche per la crescita del gruppo. In particolare, l’Italia viene considerata un mercato chiave sia per il rapporto culturale con Dubai sia per la crescente attenzione degli investitori verso gli Emirati.
“Il nostro obiettivo è far conoscere il prodotto e il brand, aumentare gli investimenti” spiega Mohamed Ali sottolineando come il mercato di Dubai sia vivo e operativo di Dubai.
L’attività si concentra su eventi fisici e incontri dedicati agli investitori, pensati per contrastare la percezione negativa che, negli ultimi mesi, ha colpito il mercato immobiliare emiratino a seguito delle tensioni geopolitiche nell’area.
Il mercato immobiliare non si è fermato
Secondo gli operatori del settore, la narrativa sul “crollo” di Dubai sarebbe stata ampiamente distorta.
“Inizialmente si parlava di un calo del 40-60% delle vendite immobiliari. In realtà la flessione reale è stata del 17%”, spiega Antonio Morello.
Il numero delle transazioni giornaliere sarebbe passato da circa 8.000 a 4.000-5.000 operazioni, ma senza un crollo dei prezzi. “Il mercato non si è fermato e i valori degli immobili sono rimasti sostanzialmente invariati”, sottolinea.
Il problema principale, secondo gli addetti ai lavori, sarebbe stato soprattutto comunicativo. Titoli sensazionalistici e contenuti diffusi sui social avrebbero contribuito a creare una percezione di forte instabilità, generando preoccupazione tra gli investitori internazionali.
“Dubai non è il centro della guerra”
Dal settore immobiliare emerge anche una critica diretta alla comunicazione di influencer e creator che, durante le fasi più delicate della crisi regionale, avrebbero enfatizzato scenari non corrispondenti alla realtà vissuta quotidianamente in città.
“Dubai non è mai stata il fulcro del conflitto. Dubai è una città grande quattro volte Roma, con una vita normalissima, pienissima di persone normali, con un livello di sicurezza elevatissimo, ma anche di standard ordinario nella vita” afferma Morello. Secondo questa visione, il sistema mediatico e social avrebbe amplificato paure e percezioni personali, trasformandole in una narrazione generalizzata sul Paese.
Sicurezza, fiscalità e qualità della vita
Tra gli elementi che continuano ad attrarre investitori e professionisti internazionali vengono citati soprattutto sicurezza, fiscalità agevolata e costo della vita competitivo rispetto ad alcune grandi città europee.
“Dubai viene spesso raccontata attraverso stereotipi. In realtà è una metropoli moderna, internazionale e con standard di sicurezza molto elevati”, spiegano gli operatori.
Anche il tema del lavoro e delle condizioni dei lavoratori stranieri viene considerato frequentemente oggetto di semplificazioni. Secondo gli imprenditori presenti negli Emirati, il sistema dei visti e dei contratti obbligatori garantirebbe controlli e standard minimi che impediscono situazioni di lavoro irregolare diffuse in altri Paesi.
Una narrativa da ricostruire
La sfida del settore immobiliare emiratino passa quindi anche dalla comunicazione. Gli eventi organizzati in Europa nascono proprio con l’obiettivo di riportare il confronto su dati, investimenti e opportunità concrete.
“La nostra priorità oggi è far conoscere il brand, mostrare il valore reale del prodotto e raccontare Dubai per ciò che è davvero: una città internazionale che continua a crescere”, conclude Mohamed Ali.




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