Prospettive per il settore high yield

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Nell’ultimo anno e mezzo le misure straordinarie delle Banche Centrali hanno sostenuto l’high yield, portando i rendimenti e gli spread ai minimi pluriennali. Questo sostegno sta lentamente svanendo poiché le Banche Centrali stanno adottando un atteggiamento meno dovish e il “tapering” dei programmi di QE sta acquisendo slancio. In questo contesto, ci aspettiamo che la dispersione aumenterà man mano che verranno resi noti i bilanci degli emittenti e i rischi idiosincratici. A nostro parere siamo in una fase di transizione dal beta all’alfa.

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Piu, 11-12 novembre 2026

I fondamentali degli high yield, che finora sono stati incoraggianti, stanno gradualmente ruotando poiché alcuni emittenti sono focalizzati sulla remunerazione lato equity (buyback, dividendi, M&A opportunistico), e quindi stanno operando un re-leveraging dei loro bilanci. Questo porterà probabilmente a una qualità inferiore e a tassi di default più elevati in assenza di un massiccio sostegno da parte delle Banche Centrali, aumentando ulteriormente la dispersione sui mercati.

Inoltre, nel medio-lungo termine, ci aspettiamo che i trend globali come la de-globalizzazione, la digitalizzazione e la de-carbonatazione portino a cambiamenti sostanziali e richiedano agli emittenti di adattare i loro modelli di business. In effetti, è probabile che si accentui la discrepanza tra i vincitori e i vinti all’interno del settore. Crediamo che i tassi continueranno probabilmente il loro trend al rialzo in scia al miglioramento dell’inflazione, della crescita e dei migliori numeri sull’occupazione.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Un rialzo che dovrebbe essere graduale alla luce della posizione molto cauta e della comunicazione costante delle Banche Centrali. Tuttavia, un’inflazione più forte e inaspettata potrebbe causare un aumento dei tassi più netto del previsto, che a sua volta potrebbe influenzare negativamente i mercati del credito ed esercitare una pressione al rialzo su rendimenti e spread.  In termini di macro-rischi che potrebbero influenzare il settore, rimaniamo diffidenti nei confronti del rallentamento della crescita in Cina, in quanto la ri-regolamentazione e il deleveraging stanno pesando sull’economia insieme alle turbolenze del mercato immobiliare. Monitoriamo anche le questioni relative la supply chain (viste le recenti interruzioni) che riteniamo possano normalizzarsi nel 2022.

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