Il Real Estate secondo Berkshire Hathaway: l’Italia conferma il suo appeal
Per tentare di tracciare una rotta più definita nei mesi a venire, Berkshire Hathaway HomeServices, network globale di intermediazione ha analizzato i movimenti del mercato immobiliare italiano durante gli scorsi 12 mesi e i trend che lo attendono.
Ancora in bilico, tra sorprese e conferme: il 2022 del mercato immobiliare in Italia si chiude positivamente con 140 miliardi di fatturato e una crescita del +9,9%[1]. Anche i numeri del network internazionale in Italia sono allineati al contesto con un +10% di movimenti ed operazioni concluse. Berkshire Hathaway HomeServices è una delle reti immobiliari più autorevoli, selettive e in più rapida crescita nel mondo con quasi 50.000 agenti in oltre 1.400 uffici. Oggi l’offerta territoriale ha punti di contatto diretto a Milano, Roma, Piacenza e Como e punta ad una continua espansione nazionale.
Marcus Benussi, Managing Partner & General Counsel, commenta: “L’Italia cresce e nel terzo trimestre del 2022 il Pil italiano ha registrato un aumento di circa 4 punti percentuali, di più di quanto vediamo a livello mondiale all’interno del nostro network. Ricchezza più in movimento in Italia, dunque, ma affiancata a un potere d’acquisto indebolito soprattutto dalla guerra, dall’inflazione e dal continuo dubbio sulle risorse energetiche. L’innalzamento dei prezzi dell’immobiliare è specchio di una domanda che non è ancora diminuita. La nostra esperienza ci dice che l’Italia può crescere soprattutto se rimane aperta agli investitori internazionali, che sempre più sono interessati a tutte le offerte della Dolce Vita”.
Negli ultimi anni si è evidenziato un legame stretto tra turismo e investimenti immobiliari: “L’incremento del turismo d’élite nel nostro Paese – continua Benussi – mostra segnali simili al pre-pandemia. Si tratta di un indicatore positivo anche per il real estate e per gli investimenti nel settore alberghiero. Ci aspettiamo che l’onda possa avere una ricaduta positiva già nel 2023”.
E il mondo del lusso? “L’offerta bassa e gli acquirenti alto-spendenti rendono il lusso un segmento protetto”, sottolinea Benussi. “Anche se continuano a mancare alcuni investitori bloccati dai contesti di guerra, in primis la Russia, non prevediamo complessivamente nessuna ritirata per il 2023: in Italia sono disponibili agevolazioni, come la flat tax e l’Investor Visa, che sono di grande attrattiva. E poi ci sono trend che aiutano, come il rispetto dell’ambiente anche all’interno degli immobili, il risparmio energetico per l’obiettivo dello ‘spreco zero’, e gli spazi leisure come piscine, aree relax e tecnologiche. Questi sono elementi che oggi danno valore aggiunto”.
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