Attentato a Trump, chi è l’attentatore: “insegnante del mese” e ingegnere informatica. Si indaga sul movente

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Si chiama Cole Tomas Allen, ha 31 anni ed è un insegnante l’uomo fermato per il tentato attentato a Washington. Comparirà oggi in tribunale. Secondo le prime ricostruzioni, avrebbe voluto colpire membri dell’amministrazione e, “probabilmente”, anche il presidente Donald Trump.

Il movente


Il movente resta ancora da chiarire. Tra gli elementi al vaglio degli investigatori c’è un presunto manifesto attribuito al sospettato, in cui si fa riferimento ai “crimini” di Trump. Il presidente ha commentato duramente l’episodio, definendo Allen “una persona malata che odia i cristiani” e collegando l’accaduto alle proteste “No Kings”.


L’uomo è stato bloccato dagli agenti del Secret Service nei pressi del Washington Hilton, a poche decine di metri dalla sala in cui era in corso la cena dei corrispondenti della Casa Bianca. Nell’intervento è rimasto ferito un agente. L’episodio ha riacceso le polemiche sulla sicurezza, con critiche a possibili falle nel sistema di protezione.
Allen, secondo quanto emerso, non starebbe collaborando con gli investigatori, impegnati a ricostruire l’intera dinamica e le motivazioni del gesto.


Il profilo dell’attentatore


Dalle informazioni disponibili, il 31enne ha lavorato in California come insegnante e sviluppatore di videogiochi. In passato ha effettuato una donazione di 25 dollari alla campagna presidenziale di Kamala Harris, come risulta dai registri della Federal Election Commission.


Sul suo profilo LinkedIn si presenta come insegnante part-time presso C2 Education. Nel dicembre 2024 era stato anche nominato “Insegnante del mese”. Laureato in ingegneria meccanica al California Institute of Technology nel 2017, aveva successivamente approfondito gli studi in informatica alla California State University-Dominguez Hills.
Prima del tentato attentato, Allen avrebbe inviato alcuni scritti ai familiari. Uno di loro, insospettito, ha allertato la polizia. Nei documenti non ci sarebbero riferimenti espliciti all’evento di Washington, ma emergerebbero posizioni radicali e allusioni a un piano per “fare qualcosa” rispetto ai problemi attuali.


Secondo i familiari, l’uomo frequentava regolarmente un poligono di tiro per esercitarsi con armi da fuoco. Avrebbe inoltre fatto parte di un gruppo denominato “The Wide Awakes” e partecipato in passato a proteste “No Kings” in California.


Le indagini


Al momento, gli investigatori ritengono che l’obiettivo fossero funzionari dell’amministrazione, anche se si tratta di valutazioni preliminari. Alla domanda se il bersaglio potesse essere direttamente il presidente Trump, la risposta è stata prudente: “Probabilmente”.

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