L’attentato a Trump è una messinscena? La rete si scatena. Le ipotesi dei complottisti
«There will be some shots fired tonight», ovvero «saranno sparati dei colpi stasera». È la frase pronunciata dalla portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, durante un’intervista a Fox News alla vigilia della cena dei corrispondenti a Washington. Parole che, alla luce di quanto accaduto poco dopo — quando un uomo ha fatto irruzione al Washington Hilton tentando di attaccare Donald Trump — hanno rapidamente fatto il giro del web.
La rete e i complottisti si scatenano sulla frase di Leavitt
Le dichiarazioni di Leavitt hanno alimentato un acceso dibattito online: c’è chi le interpreta come una sorta di inquietante premonizione e chi, invece, invita alla cautela, parlando di una semplice coincidenza.
Nel corso dell’intervista, la portavoce aveva descritto un presidente «pronto a dare battaglia», riferendosi al discorso previsto per la serata. «Sarà un classico di Donald J. Trump: divertente, brillante, pieno di frecciate», aveva detto. L’espressione «shots fired», infatti, può essere letta sia in senso letterale sia in chiave figurata, come riferimento ad attacchi verbali diretti e pungenti.
Le reazioni sui social
Intanto, l’episodio ha generato un’ondata di reazioni sui social. Tra queste, il commento entusiasta di Dana White, imprenditore e figura di spicco nel mondo delle arti marziali miste: «È stato incredibile, mi sono goduto ogni momento, un’esperienza folle e unica». Ampia diffusione ha avuto anche un’immagine che mostrerebbe un uomo avvicinarsi a Trump e alla moglie Melania, sussurrare qualcosa e mostrare un biglietto pochi istanti prima degli spari.
Non sono mancate, inoltre, teorie e contenuti controversi provenienti dall’estero, tra cui un video satirico in stile Lego diffuso dall’Iran, che insinua dubbi sulla natura dell’attentato.
Resta però centrale una domanda: come è stato possibile che un uomo armato riuscisse ad avvicinarsi così facilmente, passando tra le misure di sicurezza del Secret Service e della polizia locale? E perché non è stato immediatamente neutralizzato, ma soltanto fermato? Interrogativi che continuano ad alimentare polemiche e richieste di chiarimenti.
I capi d’accusa contro l’attentare, rischia l’ergastolo
Cole Tomas Allen, il presunto autore della sparatoria di sabato al gala dell’associazione dei corrispondenti della Casa Bianca, dovrà rispondere di ulteriori capi d’accusa. Lo ha dichiarato la procuratrice federale di Washington, Jeanine Pirro, nel corso di una conferenza stampa. Nell’udienza di oggi in tribunale, l’accusa ha già formulato tre capi d’imputazione contro Allen, tra cui il tentato assassinio del presidente Trump. Per quest’ultimo capo di imputazione, Allen rischia l’ergastolo. “Vi saranno ulteriori capi d’accusa man mano che le indagini proseguiranno”, ha affermato la Pirro. “Ma sia chiaro: si è trattato di un tentato assassinio del Presidente degli Stati Uniti, nel quale l’imputato ha reso manifesto il proprio intento; un intento volto a eliminare il maggior numero possibile di alti funzionari del Gabinetto”, ha aggiunto.





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