PLEF e Università degli Studi di Milano: ottimizzazione dei processi. La ricerca scientifica dialoga con le applicazioni industriali

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Workshop PLEF–UNIMI | Ottimizzazione dei processi logistici e produttivi

Il workshop del 22 aprile 2026 promosso da PLEF e Università degli Studi di Milano presso la Fondazione UNIMI ha rappresentato il primo momento di un percorso più ampio dedicato all’ottimizzazione dei processi, con l’obiettivo di mettere in dialogo ricerca scientifica e applicazioni industriali. Ne è emerso un incontro fecondo, che ha saputo coniugare l’affondo verticale, in questo caso dedicato al tema della logistica, con uno sguardo ampio e di metodo, orientato innanzitutto a comprendere la complessità dei sistemi per governarli meglio.

Nelle parole del Consigliere PLEF Raffaele Solaini, che ha aperto i lavori, ottimizzare significa far muovere il “pendolo” fra conoscenza e decisione, fra ideazione e prassi, trovando la migliore soluzione una volta che obiettivi, KPI rilevanti e vincoli siano stati adeguatamente esplicitati e inquadrati: un metodo, che già parla di sostenibilità, intesa come riduzione di inefficienze sistemiche nascoste e resa operativa grazie ai più avanzati strumenti matematici offerti dalla Scienza delle Decisioni, senza per questo rinunciare a esercitare il controllo umano nel dare forma ai problemi. E anche questo, in epoca di crescita esponenziale e di uso non sempre sufficientemente sorvegliato della AI, costituisce una quanto mai attuale declinazione della sostenibilità.

Dal versante accademico sono intervenuti il prof. Giovanni Righini e il prof. Alberto Ceselli, che hanno dimostrato con esempi concreti come, attraverso adeguata modellizzazione e successiva definizione di algoritmi, problemi logistici nei quali si sovrappongono variabili di tempo, di distanza e di energia, possano essere ridotti e ricondotti verso la migliore soluzione disponibile. Riconosciuta la natura combinatoria della logistica, diventa possibile scegliere ogni volta la sequenza migliore, generando scelte con profondo impatto e di valore strategico.

Il prof. Alberto Ceselli ha quindi portato il caso di un magazzino automatico, considerato non come luogo di deposito e di transito, ma come parte integrante della catena produttiva, nel quale convergono esigenze logistiche, processi di pesatura delle materie prime e di produzione e valutazioni circa l’impatto sul lavoro umano. La complessità del sistema è stata affrontata attraverso un approccio integrato, capace di combinare ottimizzazione, analisi statistica e simulazione: generando, cioè, scenari matematicamente prevedibili, ottimizzandoli e valutandone l’impatto atteso in un ambiente digitale fedele al sistema reale, prima di scegliere. È stato così possibile ottenere benefici significativi sia in termini di riduzione dei tempi e dei colli di bottiglia, sia in temini di efficientamento del lavoro degli operatori, a dimostrazione di come il miglioramento dei processi non riguardi solo la tecnologia, ma anche l’organizzazione e la qualità del lavoro.

Esempi virtuosi di ottimizzazione sono stati quindi portati, dal versante industriale, innanzitutto dalla testimonianza del Ing. Raniero Bagozzi, manager di Pirelli, responsabile della gestione di unsistema caratterizzato da elevatissima complessità – migliaia di prodotti, centinaia di clienti e una rete produttiva globale – e costretto a bilanciare esigenze spesso in tensione, come, ad esempio, il livello delle scorte e la sostenibilità della produzione. In un simile contesto è emerso il valore della ricerca operativa non solo per le soluzioni offerte, ma anche per la capacità di ridurre il rischio “black box”, generando piuttosto chiarezza interna circa i processi decisionali, condivisibili lungo tutta la linea gerarchica dell’organizzazione ed eventualmente rivedibili al cambiare delle condizioni.

Ottimizzazione, quindi, non solo dei processi ma anche della governance, con chiaro vantaggio competitivo sul piano sia della flessibilità sia del time to market, grazie alla revisione dei processi decisionali nel segno di maggiore consapevolezza diffusa. La necessità di change management capace di accompagnare e fare migliore uso degli strumenti digitali è stata, del resto, sottolineata anche da Laura Bizzarri, amministratrice presso AizoOn, la quale ha spostato l’accento anche su temi più direttamente riconducibili al tema della sostenibilità. Attraverso casi concreti è emersa l’interdipendenza fra l’ottimizzazione delle prestazioni operative e la riduzione degli impatti ambientali, considerate i due lati della medesima medaglia, anche da Carlo Federici e dal team SACMI, che hanno raccontato come l’ottimizzazione dei processi logistici abbia consentito non solo la riduzione del 30% dei consumi energetici – con conseguente taglio significativo delle emissioni di CO₂ – ma anche a una migliore gestione delle risorse umane.

Il passaggio dalla sostenibilità ambientale a quella sociale è stato sottolineato da Graziano Fumarola di Ancorotti Cosmetics, che ha mostrato come l’ottimizzazione possa diventare leva di trasformazione organizzativa e, al tempo stesso, strumento di valorizzazione del capitale umano. In un contesto di forte crescita e frammentazione logistica, la revisione dei processi ha infatti preso le mosse dalla ridefinizione esplicita delle attività quotidiane degli operatori. Liberare le persone dalle attività ripetitive a basso valore aggiunto ha consentito di migliorare la qualità del lavoro, oltre che dei processi, alleggeriti, ad esempio, da controlli ridondanti, assicurando all’azienda una posizione di vantaggio a fronte di una competizione sempre più spesso di origine estera. Nelle parole di Fumarola è riecheggiato l’ideale imprenditoriale olivettiano, attualizzato dall’utilizzo di strumenti digitali e manifestato anche nella volontà di valorizzare gli spazi di lavoro.

Nel complesso, il workshop ha restituito una visione dell’ottimizzazione profondamente coerente con l’impostazione di PLEF, perché votata a migliorare le condizioni di lavoro, traducendo i vincoli operativi esistenti in capacità di generare soluzioni più avanzate e innovazione. Non una delega alla tecnica, ma una pratica culturale e organizzativa capace di mettere in relazione efficienza, conoscenza, sostenibilità e umanità. In questa prospettiva, l’ottimizzazione diventa uno strumento per governare la complessità, costruire decisioni più consapevoli e generare valore duraturo, e quindi sostenibile, per le imprese e per la società.

Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.

Areas of Expertise: economia, finanza, arte, cultura classica
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