Europa sempre più anziana: l’età mediana sale a 44,9 anni e cresce il peso degli over 80, secondo l’Eurostat

-

La nuova edizione 2026 di “Demography of Europe” di Eurostat fotografa un continente in trasformazione: meno giovani, più anziani, mobilità interna in crescita e un equilibrio demografico sempre più fragile

L’Europa continua a invecchiare. È questo il dato più evidente che emerge dalla nuova edizione 2026 di Demography of Europe, la pubblicazione interattiva di Eurostat che raccoglie e visualizza i principali indicatori demografici dell’Unione Europea. Nel 2025 la popolazione dell’UE ha raggiunto i 451 milioni di abitanti, circa un milione in più rispetto al 2024, ma dietro questa apparente stabilità si nasconde una trasformazione strutturale molto più profonda.

L’età della popolazione europea

Uno degli indicatori più significativi riguarda l’età mediana della popolazione europea, salita a 44,9 anni nel 2025. Vent’anni fa, nel 2005, era pari a 39,6 anni: un aumento di oltre cinque anni in appena due decenni. In pratica, metà della popolazione europea oggi ha più di 44,9 anni.

L’Italia si conferma il Paese più anziano dell’Unione Europea, con un’età mediana di 49,1 anni, seguita da Bulgaria e Portogallo (47,3 anni) e Grecia (47,2). I Paesi più giovani restano invece Irlanda, Lussemburgo e Malta.

Il dato più simbolico riguarda però gli over 80: rappresentano ormai circa il 6% della popolazione europea. Nel 2004 erano il 3,8%. Si tratta di una crescita enorme che riflette l’allungamento dell’aspettativa di vita ma anche il crollo della natalità.

Parallelamente diminuisce il peso delle fasce più giovani. I minori di 15 anni rappresentano ormai solo il 14,6% della popolazione UE, mentre gli over 65 hanno raggiunto il 22%. In altre parole, più di un europeo su cinque è pensionabile.

Questa trasformazione sta modificando profondamente l’equilibrio economico e sociale europeo. L’invecchiamento della popolazione significa infatti:

  • maggiore pressione su pensioni e sanità;
  • riduzione della forza lavoro;
  • aumento del rapporto tra inattivi e lavoratori;
  • rallentamento della crescita economica potenziale.

Produttività, immigrazione e automazione

Secondo diversi analisti demografici, l’Europa sta entrando in una fase storica in cui la sostenibilità del welfare dipenderà sempre più da produttività, immigrazione e automazione.

Un altro elemento centrale del rapporto riguarda infatti la mobilità interna e l’immigrazione. Circa 14 milioni di persone — il 3% della popolazione UE — vivono oggi in un Paese europeo diverso da quello di cui hanno la cittadinanza. Inoltre, 46,7 milioni di residenti nell’UE sono nati fuori dall’Unione, pari a oltre il 10% della popolazione complessiva.

Eurostat evidenzia anche che la popolazione straniera tende mediamente a essere più giovane rispetto a quella autoctona. Nel 2025 l’età mediana delle persone nate all’estero era di 43,1 anni, contro i 45,2 anni della popolazione nativa. Questo dato rafforza il ruolo strategico dell’immigrazione nel compensare, almeno in parte, l’invecchiamento demografico europeo.

La pubblicazione mostra inoltre forti differenze territoriali. Alcune regioni italiane, tedesche e spagnole hanno già superato i 50 anni di età mediana. La Liguria risulta una delle regioni più anziane dell’intera UE.

La popolazione in età lavorativa

Il problema, però, non riguarda soltanto il numero di abitanti, ma la struttura stessa della popolazione. Eurostat e diversi think tank europei sottolineano che nei prossimi decenni l’UE potrebbe assistere a una progressiva riduzione della popolazione in età lavorativa. Alcune proiezioni stimano un calo complessivo della popolazione europea di circa il 5% entro il 2050.

Dietro questi numeri emerge quindi una questione politica ed economica centrale per il futuro dell’Europa: come mantenere crescita, welfare e competitività in una società sempre più anziana? La risposta potrebbe dipendere da un mix complesso di natalità, migrazione, produttività tecnologica e ridefinizione dei modelli di lavoro.

La nuova edizione di Demography of Europe non restituisce soltanto una fotografia statistica del continente, ma racconta una trasformazione storica destinata a ridefinire economia, welfare e rapporti sociali dell’Europa nei prossimi decenni.

Paolo Brambilla - Direttore Responsabile - Lamiafinanza.it Avatar

Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.

Areas of Expertise: economia, finanza, arte, cultura classica
Fact Checked & Editorial Guidelines

Our Fact Checking Process

We prioritize accuracy and integrity in our content. Here's how we maintain high standards:

  1. Expert Review: All articles are reviewed by subject matter experts.
  2. Source Validation: Information is backed by credible, up-to-date sources.
  3. Transparency: We clearly cite references and disclose potential conflicts.
Reviewed by: Subject Matter Experts

Our Review Board

Our content is carefully reviewed by experienced professionals to ensure accuracy and relevance.

  • Qualified Experts: Each article is assessed by specialists with field-specific knowledge.
  • Up-to-date Insights: We incorporate the latest research, trends, and standards.
  • Commitment to Quality: Reviewers ensure clarity, correctness, and completeness.

Look for the expert-reviewed label to read content you can trust.