Salone del Mobile e Design Week hanno chiuso i battenti. L’etica della presenza

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—di Cristina Viganotti — Founder & CEO Viganotti Events

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#stamattinadormo

Il Salone del Mobile e la Design Week hanno chiuso i battenti. Le luci si sono spente. Gli stand si svuotano. La città torna quella di sempre.
E io sono qui, in silenzio, con tutto quello che questa settimana mi ha lasciato.
Non sto pensando ai numeri. Non sto contando gli eventi, le presenze, i feedback. Quelle cose le so già, arriveranno, le leggerò, le archivierò.

Sto pensando ad altro. Sto pensando a quella ragazza con lo sguardo nel vuoto e a quanto quella scena mi ha seguita per giorni. Sto pensando a chi ci ha aperto le braccia davanti a tutti e a cosa significa ricevere un gesto così. Sto pensando Eleonora Borroni, agli occhi aperti pieni di meraviglia, alle poche parole. A Sara Pagano, a ogni decisione presa, anche difficile, quando ero stanca ma sveglia dentro.


Questa settimana ho raccontato cose che di solito restano dentro. Le ho messe in parole, le ho condivise, le ho rese pubbliche. Non per marketing. Per onestà.
Perché credo che il nostro lavoro meriti di essere raccontato davvero. Non nelle brochure. Nel vivo. E adesso fermandomi un secondo mi chiedo la stessa cosa che mi chiedo dopo ogni grande appuntamento: cosa mi porto? Non i successi. Quelli restano, ma non mi fermano.

Porto le domande rimaste aperte. Quelle che mi faranno lavorare meglio. Quelle che non mi lasciano mai accomodare. Porto la certezza che il lavoro fatto con le persone giuste, quelle che sanno perché sono lì e il lavoro che vale. È il lavoro che vale. Nella settimana passata. Ovunque. Tutto l’anno.

E porto la gratitudine.
Prima di tutto a chi ci ha scelto. Ai clienti che anno dopo anno ci affidano la cosa più preziosa che hanno: la loro reputazione. Non è un contratto. Una #fiducia. E ogni mattina, prima ancora che le luci si accendano, quella fiducia e la prima cosa a cui pensiamo.
Per Marina Paola Viganotti, Ilaria Benvenuti, Sara Pagano, Eleonora Borroni, che hanno tenuto il campo con me ogni giorno.

Per le centinaia di ragazze e ragazzi che questa settimana si sono messi in gioco davvero. Perché hanno dimostrato una cosa sola: non esiste provare a fare. O lo fai o non lo fai.
Perché questo lavoro non si misura in eventi. Si misura in quello che le persone portano via. In quello che resta, invisibile, dopo che le luci si sono spente.

Ci vediamo al prossimo appuntamento. Con la stessa presenza. Con la stessa attenzione. Con la stessa voglia di non dormire la notte prima.
Quello che chiamiamo #eticadellapresenza non finisce con la #milanodesignweek. Ricomincia. Sempre.
Grazie.
Cristina

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