Banco Bpm e Amco si alleano per comprare Bff Bank?
L’ipotesi di un’operazione congiunta tra Banco BPM e AMCO per acquisire BFF Bank rappresenta uno dei dossier più interessanti del consolidamento bancario italiano del 2026. Al momento non esiste un’offerta ufficiale: si tratta di un progetto allo studio anticipato da Milano Finanza e ripreso da numerose testate finanziarie, mentre Banco BPM non ha commentato le indiscrezioni.

L’idea industriale è piuttosto originale. Invece di acquisire integralmente BFF e mantenerne tutte le attività, Banco BPM e AMCO si dividerebbero i principali business dell’istituto. Secondo il piano, Banco BPM rileverebbe la banca depositaria e i servizi di pagamento, due attività considerate altamente redditizie e complementari al proprio modello di business. AMCO, invece, acquisirebbe il factoring verso la Pubblica Amministrazione, ossia il core business storico di BFF, settore nel quale la banca è tra i leader europei.
Perché BFF è diventata un obiettivo
L’interesse nasce dalla particolare situazione vissuta da BFF negli ultimi mesi. Dopo i rilievi della vigilanza bancaria, il gruppo ha avviato un profondo piano di rafforzamento patrimoniale e di riduzione del rischio. A gennaio aveva annunciato un programma di de-risking del portafoglio di factoring, la revisione degli obiettivi industriali e la possibilità di valutare partnership strategiche in vista del nuovo piano industriale.
A maggio la banca aveva inoltre avviato formalmente la ricerca di un partner industriale o finanziario, lasciando aperte diverse opzioni: dall’ingresso di un investitore nel capitale fino alla cessione di specifiche attività.
Perché Banco BPM è interessata
Per Banco BPM l’operazione avrebbe una logica prevalentemente industriale.
I servizi di banca depositaria rappresentano infatti un business ad elevato valore aggiunto, utilizzato da fondi comuni, fondi pensione e investitori istituzionali per la custodia degli strumenti finanziari e il controllo amministrativo delle operazioni.
Anche il comparto dei pagamenti è considerato uno dei segmenti con le maggiori prospettive di crescita, grazie alla digitalizzazione e all’espansione dei servizi finanziari integrati.
Secondo le ricostruzioni di Milano Finanza, soltanto nel primo trimestre queste attività hanno prodotto circa 14 milioni di euro di utile lordo, con una crescita del 25% rispetto all’anno precedente.
Il ruolo di AMCO
Per AMCO, società controllata dal Ministero dell’Economia e specializzata nella gestione di crediti complessi, il business del factoring verso la Pubblica Amministrazione rappresenterebbe invece un’espansione coerente con le proprie competenze.
Il factoring consiste nell’acquisto dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica Amministrazione, consentendo alle aziende di ottenere immediatamente liquidità senza attendere i tempi di pagamento degli enti pubblici.
L’esperienza maturata da AMCO nella gestione di portafogli complessi renderebbe quindi naturale l’interesse verso questa attività.
Un tassello del riassetto bancario italiano
L’operazione si inserisce in una fase di profondo riassetto del sistema bancario italiano.
Negli ultimi mesi il settore è stato caratterizzato da numerose operazioni straordinarie: l’aggregazione tra Monte dei Paschi e Mediobanca, il tentativo di integrazione tra Banco BPM e MPS, l’acquisizione di Anima da parte di Banco BPM e il consolidamento di altri operatori di medie dimensioni.
In questo scenario, BFF rappresenta un asset particolarmente appetibile perché unisce attività molto specialistiche, una presenza consolidata nel factoring sanitario europeo e competenze nei servizi finanziari istituzionali.
Cosa succede adesso
Per il momento il progetto resta allo stadio preliminare. Molto dipenderà dalle valutazioni della vigilanza e dall’evoluzione del piano di rafforzamento patrimoniale di BFF. Parallelamente continuano a circolare indiscrezioni sull’interesse di altri operatori, tra cui Cherry Bank, CF+, fondi di investimento internazionali e altri soggetti finanziari, segno che il dossier rimane aperto e competitivo.
Se l’operazione dovesse concretizzarsi, rappresenterebbe uno dei casi più interessanti di “acquisizione selettiva” nel settore bancario italiano: invece di incorporare un intero istituto, gli acquirenti ne valorizzerebbero separatamente le diverse linee di business, assegnando ciascuna all’operatore più adatto a svilupparla.





VIDEO INTERVISTE
Motori
REAL ESTATE
LMF crypto
LMF food
LMF private markets
LMF arte
Legal
LMF green