Usa-Iran, venti di pace sostengono le Borse in attesa della Fed

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— di Francesco Megna

Dopo settimane dominate dalle tensioni geopolitiche, i mercati finanziari sembrano aver ritrovato un certo ottimismo. Le indiscrezioni e i segnali provenienti dai canali diplomatici tra Stati Uniti e Iran stanno alimentando la speranza di una fase di maggiore stabilità internazionale, con gli investitori che tornano ad acquistare azioni e asset più rischiosi. Le Borse internazionali hanno reagito positivamente a quello che molti operatori considerano un possibile punto di svolta nelle relazioni tra Washington e Teheran.

La prospettiva di un accordo o comunque di una significativa riduzione delle tensioni ha infatti contribuito ad abbassare il premio per il rischio geopolitico che aveva caratterizzato i mercati nelle ultime settimane. In particolare, gli investitori guardano con attenzione alle possibili conseguenze sul mercato energetico. Un Medio Oriente più stabile significa minori rischi per le forniture petrolifere e una riduzione della probabilità di interruzioni nei traffici marittimi lungo le principali rotte commerciali.

La conseguenza immediata è stata una frenata delle quotazioni del petrolio, che avevano registrato forti rialzi nei momenti di maggiore tensione. Il ridimensionamento dei prezzi energetici viene letto positivamente dai mercati azionari perché riduce le pressioni inflazionistiche e migliora le prospettive per consumatori e imprese. Costi energetici più bassi significano infatti margini migliori per le aziende e maggiore capacità di spesa per le famiglie.



L’ottimismo si è diffuso soprattutto nei comparti più sensibili alla crescita economica. Tecnologia, industria, consumi discrezionali e finanza sono stati tra i settori maggiormente favoriti dal ritorno della propensione al rischio. Anche i mercati europei hanno beneficiato del miglioramento del clima internazionale, con gli investitori che hanno ridotto l’esposizione agli asset difensivi per tornare gradualmente sulle azioni.

Tuttavia il quadro resta ancora delicato. Gli operatori sanno bene che la situazione geopolitica può cambiare rapidamente e che le trattative tra Stati Uniti e Iran non sono ancora giunte a una conclusione definitiva. Per questo motivo prevale un atteggiamento di cauto ottimismo piuttosto che un entusiasmo indiscriminato.
A rendere ancora più importante la giornata odierna è l’attesa per la decisione della Federal Reserve. La banca centrale americana rappresenta infatti il secondo grande fattore capace di influenzare l’andamento dei mercati nel breve periodo.

Gli investitori non si aspettano particolari sorprese sui tassi di interesse, che dovrebbero rimanere invariati. L’attenzione sarà invece concentrata sulle indicazioni che emergeranno dalle dichiarazioni del presidente della Fed e dalle nuove proiezioni economiche. I mercati vogliono capire se la banca centrale ritiene che il percorso di rallentamento dell’inflazione sia sufficientemente consolidato da consentire un atteggiamento più accomodante nei prossimi mesi.
Negli ultimi trimestri la politica monetaria restrittiva ha rappresentato uno dei principali ostacoli alla crescita dei mercati finanziari. Tassi elevati significano infatti maggiori costi di finanziamento per imprese e famiglie, oltre a valutazioni meno generose soprattutto per i titoli tecnologici. Per questo ogni segnale di possibile allentamento viene accolto positivamente dagli investitori.

L’attuale combinazione tra minori tensioni geopolitiche e possibile stabilizzazione della politica monetaria sta creando un contesto favorevole per le Borse. Molti operatori ritengono che il mix tra petrolio meno caro, inflazione sotto controllo e tassi destinati a non salire ulteriormente possa rappresentare una base solida per la prosecuzione del recupero dei listini.
Naturalmente non mancano gli elementi di prudenza. L’economia globale continua a mostrare segnali contrastanti, con alcune aree che evidenziano una crescita moderata e altre che risentono ancora degli effetti delle strette monetarie degli ultimi anni. Inoltre le valutazioni di alcuni segmenti di mercato appaiono già particolarmente elevate e richiedono risultati economici convincenti per essere giustificate.

Nel breve periodo, però, prevale la sensazione che i mercati stiano cercando di guardare oltre le incertezze degli ultimi mesi. La possibilità di una distensione tra Washington e Teheran viene interpretata come un fattore capace di ridurre uno dei principali rischi che gravavano sullo scenario internazionale. Se a questo dovesse aggiungersi una Fed meno aggressiva, il clima di fiducia potrebbe rafforzarsi ulteriormente.
Per il momento gli investitori sembrano voler scommettere su questo scenario. Le Borse festeggiano i venti di pace provenienti dal fronte Usa-Iran e attendono ora il verdetto della Federal Reserve, consapevoli che dalle prossime ore potrebbero arrivare indicazioni decisive per la direzione dei mercati durante l’estate.

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