Le città viste dall’alto: i droni ci donano nuove prospettive. Il mercato è in forte espansione

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La qualità del cosiddetto quinto prospetto urbano, ovvero la vista della città dall’alto, sta assumendo un’importanza crescente nella progettazione contemporanea. Se per decenni l’attenzione si è concentrata principalmente sulle facciate degli edifici e sugli spazi pubblici a livello stradale, oggi tetti, coperture e superfici superiori rappresentano una componente sempre più strategica del paesaggio urbano. L’espansione delle visuali aeree, favorita da droni, grattacieli, terrazze panoramiche e immagini satellitari, ha reso infatti i tetti una vera e propria “quinta facciata” della città.

Ma la questione non è soltanto estetica. Il quinto prospetto è sempre più chiamato a svolgere funzioni ambientali, energetiche e sociali: ospita impianti fotovoltaici, coperture verdi, sistemi di raccolta delle acque meteoriche, orti urbani e spazi condivisi. In un contesto segnato dal cambiamento climatico, la qualità delle coperture contribuisce inoltre a mitigare l’effetto isola di calore, migliorare la biodiversità urbana e aumentare la resilienza delle città.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Per urbanisti e architetti, la progettazione dei tetti non rappresenta più un elemento residuale dell’edificio, ma una componente integrante della qualità urbana complessiva, capace di influenzare sostenibilità, vivibilità e identità del paesaggio cittadino.

Il mercato dei droni in urbanistica

Il mercato dei droni a uso urbanistico in Italia è ancora una nicchia rispetto all’intero comparto UAV, ma rappresenta una delle aree a maggiore crescita perché si trova all’incrocio tra smart city, monitoraggio infrastrutturale, digital twin, pianificazione urbana e sostenibilità.

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Secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata del Politecnico di Milano, nel 2025 il mercato professionale italiano dei droni ha raggiunto 168 milioni di euro, con una crescita del 5% rispetto all’anno precedente. Il 95% del valore è generato dalle cosiddette Aerial Operations, che comprendono ispezioni, rilievi, monitoraggio del territorio e delle infrastrutture.

All’interno di questo mercato, le applicazioni urbanistiche stanno diventando sempre più importanti. I droni vengono utilizzati per:

  • rilievi fotogrammetrici 3D;
  • creazione di digital twin urbani;
  • monitoraggio di ponti, viadotti e infrastrutture;
  • verifica dello stato delle coperture e del “quinto prospetto urbano”;
  • monitoraggio energetico degli edifici tramite termografia;
  • controllo del verde urbano;
  • gestione delle emergenze;
  • analisi del consumo di suolo e dell’espansione urbana.

Il quinto prospetto urbano

Uno degli ambiti più promettenti è proprio quello del quinto prospetto urbano. Grazie ai droni, amministrazioni e progettisti possono analizzare in modo sistematico tetti, pannelli fotovoltaici, coperture verdi, impianti tecnici e superfici impermeabili. L’ENEA, ad esempio, sta utilizzando droni per monitorare i tetti verdi e valutarne gli effetti sul microclima urbano e sull’efficienza energetica.

Dal punto di vista urbanistico, la vera rivoluzione è la convergenza tra droni e digital twin. I rilievi UAV (Unmanned Aerial Vehicle) cioè veicolo aereo senza pilota a bordo, consentono infatti di costruire modelli tridimensionali estremamente dettagliati delle città, aggiornabili quasi in tempo reale. Il Politecnico di Milano utilizza già UAV, laser scanner e tecniche fotogrammetriche avanzate per sviluppare modelli 3D e 4D destinati alla gestione del territorio e delle infrastrutture.

Anche le pubbliche amministrazioni stanno aumentando gli investimenti. Un segnale importante arriva dall’autorizzazione concessa dall’ENAC per utilizzare droni professionali sopra aree urbane e infrastrutture critiche, aprendo la strada a un uso molto più esteso nelle città italiane.

Dimensioni del mercato globale UAV

MarketsandMarkets stima che il mercato globale dei droni (OEM + aftermarket) passerà da circa 26,1 miliardi di dollari nel 2025 a 40,6 miliardi di dollari nel 2030, con un tasso di crescita medio annuo (CAGR) del 9,2%. Anche i volumi sono in aumento: da circa 597.000 UAV prodotti nel 2025 a quasi 870.000 unità nel 2030.

MarketsandMarkets prevede che il mercato europeo dei droni raggiungerà quasi 8 miliardi di dollari entro il 2030, con una crescita media annua del 9,8%.

In Italia, secondo l’Osservatorio Droni del Politecnico di Milano, il mercato professionale, come dicevamo, ha raggiunto 168 milioni di euro nel 2025: ancora relativamente piccolo rispetto ai grandi mercati internazionali ma in progressiva espansione verso applicazioni urbane, infrastrutturali e ambientali

Il mercato UAV sta convergendo con altri settori ad alta crescita come GIS, BIM, smart city e intelligenza artificiale. Il valore non risiede sempre più nel velivolo, ma nei dati raccolti e nella loro elaborazione. Questo è uno dei motivi per cui il segmento dei servizi basati sui droni cresce ancora più rapidamente del mercato hardware.

Il futuro degli UAV

Secondo gli analisti, nei prossimi cinque anni la crescita maggiore potrebbe arrivare da tre filoni:

  1. Monitoraggio infrastrutturale
    • ponti;
    • gallerie;
    • viadotti;
    • edifici pubblici.
  2. Digital twin urbani
    • pianificazione;
    • simulazioni climatiche;
    • mobilità;
    • gestione delle emergenze.
  3. Sostenibilità urbana
    • isole di calore;
    • coperture verdi;
    • fotovoltaico;
    • qualità ambientale.

Permangono però alcuni ostacoli. La principale barriera indicata dalle imprese è ancora la normativa. Il 43% degli operatori considera i vincoli regolatori il principale freno allo sviluppo del mercato. Le limitazioni di volo in ambiente urbano, le autorizzazioni e i requisiti di sicurezza continuano infatti a rappresentare un costo significativo per molti progetti.

Se si guarda alle prospettive, il settore urbanistico potrebbe diventare uno dei principali motori della domanda pubblica. Oggi la Pubblica Amministrazione pesa solo per circa il 10% del mercato italiano dei droni, ma la crescente diffusione di digital twin, smart city e monitoraggio infrastrutturale potrebbe far aumentare sensibilmente questa quota nei prossimi anni.

In sintesi, il mercato italiano dei droni urbanistici è ancora relativamente piccolo rispetto ad altri comparti tecnologici, ma sta assumendo un ruolo strategico nella trasformazione delle città. Più che semplici strumenti di ripresa aerea, i droni stanno diventando piattaforme di raccolta dati indispensabili per progettare, monitorare e gestire la città contemporanea.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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